VOLONTARI ADDESTRATI DAI NOCS: SUPER AGENTI NELLE STRADE PER SVENTARE OGNI POSSIBILE ATTACCO TERRORISTICO

(di Giovanni Spano) – Squadre di poliziotti
scelti e addestrati 
a Nettuno a intervenire in casi di emergenze di
tipo terroristico, dunque in «scenari di elevata criticità». Sono le Unità
di intervento rapido 
– appunto Unità operative antiterrorismo – già in
servizio in alcune città, e da oggi anche a Firenze: il capoluogo toscano
rientra infatti a pieno titolo tra i «territori sensibili», più a rischio di
azioni dimostrative e/o di incursioni secondo le valutazioni della nostra
Intelligence. Progetto voluto dal ministro dell’Interno Angelino Alfano dopo
gli attentati di Parigi, elaborato e reso attivo a marzo da un ordine riservato
emesso dal Viminale.

Obbiettivo, mettere a disposizione delle questure e dei territori
squadre preparate ad hoc, in grado di intervenire immediatamente, naturalmente
in aggiunta alle strutture operative centrali.

Il
personale
 – Gli agenti di questa unità
operativa speciale sono volontari: hanno dovuto presentare domanda per farne
parte, poi una commissione ha valutato le loro caratteristiche in base a una
serie di test psicoattitudinali, medici e psicologici; idoneità e selezione
sono state curate dagli uffici delle questure più direttamente interessate al
progetto. Infine il corso teoria e pratica alla Scuola Superiore di Polizia
della cittadina laziale, tenuto anche da istruttori del Nocs (nucleo
operativo centrale di sicurezza) e quindi addestramento in buona parte
ricalcato su quello delle teste di cuoio.

Indicazioni
ai questori
 – Tre le
indicazioni fornite ai questori – e tra questi anche il questore di Firenze
Raffaele Micillo – quelle sulle procedure preselettive. Due i requisiti
esclusivi richiesti ai ‘nuovi’ agenti: non aver compiuto il 45° anno di età;
aver svolto o svolgere attività di controllo del territorio in Uffici della
Questura e in subordine presso altri Uffici della Polizia.

Armi in
dotazione
 – L’unità operativa così
addestrata avrà in dotazione armamento ed equipaggiamento specializzati: il
fucile mitragliatore a canna lunga sul modello dell’arma in dotazione a una
unità d’elite, ma dell’Esercito, di straordinaria fama: la Brigata
Paracadutisti «Folgore».
Poi caschi e giubbotti antiproiettile.


Compiti
primari 
– Prevenzione,
vigilanza «dinamica» specie sugli obiettivi sensibili: centro, musei,
istituzioni civili e religiose in primis. Gli agenti controlleranno la città
stando in strada. In caso di problemi, avranno compiti di primo intervento (
«misure di autotutela e di reazione operativa» in caso di attacco»). Le squadre
saranno inquadrate negli uffici prevenzione generale: le Volanti. Le nuove
unità insomma integreranno il dispositivo di controllo del territorio, in modo
da fornire un supporto altamente specializzato ai colleghi che ogni giorno
controllano la città.
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