Uscire per soccorrere e non tornare mai più. Le storie di Matteo, Marco e Antonio

Salutare i familiari come tutte le volte, un gesto quotidiano e immensamente prezioso che non si ripeterà più. Una interruzione che solo chi subisce può vivere in tutta la sua brutale ferocia e insensatezza. Da quando Matteo Gastaldo, 46 anni, Marco Triches di 38 e Antonio Candido di 32 anni, hanno chiuso la porta di casa dietro di loro sono spariti solo perché hanno eseguito, come sempre il loro dovere. Un dovere fatto di assistenza al prossimo, di aiuto costante, di generosità.

Questa notte la sirena ha suonato e hanno indossato le giacche per salire sui mezzi per quello che sembrava essere un banale intervento e invece tutto è franato, come la cascina di Quargnento, esplosa in centinaia di briciole.

Oggi tutta Italia parla dei tre pompieri alessandrini ma nessuna parola li riporterà tra noi. E i loro sorrisi nelle foto sono spiazzanti, sono lo stridore più macabro di una storia senza un senso, lo stesso stridore che si avvertiva questa notte mentre le ruspe graffiavano i ruderi di quella cascina, alla ricerca speranzosa di Matteo Gastaldo, l’ultimo pompiere trovato morto, travolto dalle macerie. Poi il silenzio, mentre la notte grondante acqua virava verso una mattina dal sole tiepido. Le foto di Matteo, Marco e Antonio sono il simbolo di lavoratori che ogni giorno si affannano per rendere migliore il Paese. Il loro sorriso e la bellezza dei loro occhi rendono ancora più grande il punto interrogativo di una morte che non ha spiegazione, qualunque sia quella che si troverà.

Antonio Candido aveva solo 32 anni, sposato dal solo un anno, ed era pompiere da sempre, figlio di un Vigile del Fuoco e che solo a giugno su facebook scrisse dopo la  morte di un collega: “Quanto vale la vita di un Vigile del Fuoco?” Antonio era originario di Reggio Calabria e viveva ad Albenga.

L’altro eroe era Marco Triches, 38 anni, di Alessandria, sposato con un bimbo piccolo. Amava la fotografia ed era pronto ad aiutare il prossimo come testimoniato durante il terremoto che colpì Arquata del Tronto. In quella tragedia partì per andare ad aiutare le popolazioni colpite.

Infine Matteo Gastaldo, 46 anni, residente a Gavi, anche lui con una bimba piccola. Protagonista nelle operazioni di soccorso durante il maltempo e determinante in molte operazioni importanti come quando salvò una donna che aveva tentato il suicidio gettandosi in un pozzo.

Antonio, Marco e Matteo non torneranno più a casa e oggi tutti li chiameranno eroi. Ma loro eroi lo erano già. Oggi, semplicemente, lo sono ancora di più.

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