Ucraina, Guerini: “No all’idea di entrare in guerra. Ue deve avere politica difesa comune”

No all’idea di entrare in guerra, incoraggiare il dialogo tra Kiev e Mosca ma con la sicurezza che la Nato non permetterà che alcun “centimetro dell’Europa” venga attaccato: sono queste le parole scelte dal ministro della Difesa Lorenzo Guerini, intervistato a Che tempo che fa, sulla guerra in Ucraina. Guerini ha ribadito, come fatto da altri esponenti del governo, che l’Italia non entrerà nel conflitto armato tra la Russia e l’Ucraina. Intanto l’ambasciatore italiano in Ucraina, Pier Francesco Zazo, ha dato un aggiornamento sulla presenza di nostri connazionali nel Paese: “Sono ancora 400, alcuni intrappolati”.

“Nato non permetterà attacchi in Europa”

Dopo aver chiarito che l’intenzione del governo è quella di spingere sulla via del dialogo tra Kiev e Mosca alla ricerca di una soluzione diplomatica, Guerini ha aggiunto che la Nato non permetterà che alcun “centimetro dell’Europa” venga attaccato dalla Russia. Il ministro della Difesa ha aggiunto che non si potrà fare la No flay zone “che “significherebbe fare la guerra con la Russia”, ha ricordato il sostegno all’Ucraina e le sanzioni a Mosca “che sono importanti”. Il ministro della Difesa ha aggiunto che “stiamo partecipando alle misure di rafforzamento per far capire a Putin che nessun centimetro dell’Europa e dell’alleanza Atlantica può essere attaccato e che vi sarà una risposta se ciò dovesse avvenire. Credo che oggi Putin sia di fronte ad un dilemma. Mi auguro che torni a confrontarsi diplomaticamente”.

“Per Putin una sconfitta strategica”

Il ministro è poi tornato sulla situazione sul campo: “È molto diversa da come Putin immaginava nel momento in cui ha iniziato l’offensiva, pensava ad una guerra lampo e alla capitolazione dell’Ucraina ma per una serie di ragioni, innanzitutto la resistenza eroica della popolazione e dell’esercito, è una situazione di stasi. Oggi Putin ha deciso di innalzare l’attività militare e i bombardamenti. Rispetto agli obiettivi di Putin se può avere una vittoria tattico militare, ha una sconfitta strategica, voleva meno Nato ne ha di più, contava su Ue divisa e l’ha trovata compatta”.

“Ue deve avere politica difesa comune”

E l’unità dell’Ue passa anche, secondo il ministro, da quella della difesa: “Il tema della difesa europea è stato sempre presente, l’Ue se vuole essere un player globale deve avere una politica di difesa comune. Quello che accade sicuramente dà più forza a questo processo, ma dobbiamo capire cosa vogliamo dire: serve una analisi condivisa della minaccia, costruire capacità militare comune, non è un tema tecnico militare ma politico; quello che è avvenuto in Afghanistan e sta avvenendo rafforza questa spinta”.

“In Ucraina 400 italiani, alcuni intrappolati”

Intanto l’ambasciatore italiano in Ucraina, Pier Francesco Zazo, ha dato un aggiornamento sulla presenza di nostri connazionali nel Paese: “Gli italiani in Ucraina erano inizialmente 2mila, ora sono 400. Molti di loro vogliono rimanere perché hanno la loro vita in Ucraina, con mogli e figli. Ma alcuni sono purtroppo intrappolati, non riescono a lasciare il Paese. Il fatto che l’ambasciata italiana sia ancora presente in Ucraina rappresenta un aspetto importante, apprezzato dal governo ucraino, ma anche un sostegno psicologico per gli italiani presenti”, ha aggiunto Zazo.

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