Tutti i segreti dell’Alfa Giulia dei Carabinieri. Si torna al benzina ed alla trazione posteriore

Dopo alcuni anni trascorsi su gazzelle a marchio estero (con una breve parentesi a bordo dell’Alfa Romeo Giulietta e Fiat Bravo) si torna ai fasti di un tempo. Motore turbo a benzina, trazione posteriore (per guidatori esperti, anche se supportati dal controllo della trazione) e soprattutto Alfra Romeo a 3 volumi. L’ultima era stata l’Alfa Romeo 159 che però montava una motorizzazione Diesel 2.4 jtd.

La Giulia monta un motore turbo benzina da 200 cavalli con cambio automatico a 8 rapporti, trazione posteriore, cerchio da 17 e fari alogeni.

Cosa cambia rispetto ad una Giulia stradale.

Innanzitutto la livrea inconfondibile, blu istituzionale, scudetto delle gazzelle, e scritta carabinieri. Ma ci sono anche molte modifiche all’allestimento tale da renderla un mezzo speciale.

La Giulia monta portiere e parabrezza blindati (blindatura B4, leggera ma comunque sicura contro diverse tipologie di armi da sparo e bombe ), finestrini anteriori antisfondamento ed antiframmentazione, le finestrature laterali ed il lunotto sono antisfondamento. Protezione in kevlar che discende dalle portiere anteriori per proteggere i carabinieri in caso di conflitto a fuoco. Accorgimenti analoghi sono stati adottati per il serbatoio del carburante.

Il tetto della vettura si caratterizza per il pannello a messaggio variabile aerodinamico di ultima generazione, per la presenza di due lampeggianti blu a Led con luci laterali e del faro orientabile di ultima generazione. Un inedito è rappresentato dai piccoli Led blu integrati nel guscio dei retrovisori.

Interno del veicolo

Anche all’interno dell’Alfa Romeo Giulia in dotazione ai carabinieri del Nucleo Radiomobile sono state effettuate alcune modifiche. Sedili in stoffa e tappetini in gomma brandizzati Giulia. Sul montante anteriore è stata inserita una luce per permettere al capo equipaggio di leggere gli ordini di servizio o documenti anche di notte.

In particolare il tunnel centrale ha subito molte modifiche rispetto alla versione ordinaria. Ovviamente la radio per rimanere in contatto con la Centrale Operativa, ma anche il telecomando che permette di attivare una serie di funzioni: altoparlante per parlare con esterno, accensioni luci esterne, sirene bitonali, pannello sul tetto con scrittura messaggi, comando luce brandeggiabile sul tetto. Tascone dietro i sedili anteriori dove inserire i giubbotti antiproiettile e due torce.

La parte posteriore presenta una cellula unipersonale per il detenuto e consente, quindi, di avere a bordo tre militari. Il sedile riservato al militare è essenziale, con molte plastiche lavabili e tombino di scolo che permette di far defluire l’acqua in casa di lavaggio. La parte riservata al detenuto ha un cavo di ancoraggio in acciaio che consente di ammanettare anche all’esterno del veicolo.

cellula unipersonale

Nel vano portabagagli, una rete ferma carico con catene da neve, un estintore e kit di primo soccorso.

La Giulia Radiomobile, così chiamata per il suo impiego in divisa, è la prima di una flotta di 1.770 esemplari che vestiranno la livrea istituzionale dell’Arma e che presto vedremo sfrecciare sulle nostre strade.

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