Troppe batoste dalla Corte dei Conti, la Difesa “cede” e sul ricalcolo pensioni dei militari chiede di evitare ulteriori ricorsi

È palese ormai. Infodifesa ha sollevato in anteprima la problematica 4 anni fa nonostante l’iniziale ostracismo di alcuni improvvisati esperti di pensione, di neofiti sindacalisti e di alcuni delegati della rappresentanza militare, degli Stati Maggiori ed, ovviamente, dell’Inps.

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Molti di loro hanno cambiato idea, grazie anche ai numerosi articoli scritti su queste pagine ma grazie soprattutto alle numerose sentenze di accoglimento registrate negli ultimi mesi, in particolare della Corte Centrale di Appello. 

Oggi vi proponiamo, in anteprima, la “presa di coscienza” dell’ufficio legislativo della Difesa che, seppure in estremo ritardo,  chiede al Dicastero Difesa “un qualificato intervento chiarificatrice al fine di evitare ulteriore contenzioso improduttivo.”

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“La Seconda e la Terza sezione giurisdizionale centrale d’Appello della Corte dei Conti – segnala l’Ufficio Legislativo del Ministero della Difesa al Ministero del Lavoro –  hanno confermato, consolidandolo, l’orientamento giurisprudenziale, secondo il quale è applicabile il favorevole regime di calcolo 44% della base pensionabile e non il 35% anche al personale militare cessato dal servizio con un’anzianità superiore ai 20 anni laddove, invece l’INPS continua ad operare un’interpretazione restrittiva.”

La Difesa chiede dunque di “pervenire quanto prima ad una soluzione “conforme alle decisioni espresse dal giudice delle pensioni che ha altresì ribadito il fermo Orientamento anche in appello”.

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