Tatuaggi troppo visibili, carabiniere rischia destituzione

E’ affascinato dall’Australia a tal punto da essersi tatuato sulla schiena la cartina del Paese, una bussola, un cartello con la scritta: ‘pericolo canguri’ e un furgoncino ‘hippie kombi’. E ancora, una cartolina di una spiaggia australiana e un volto di donna sull’avambraccio destro. Ma è il disegno visibile sull’avambraccio sinistro ad aver provocato più di qualche problema a un appuntato dei carabinieri in servizio da 25 anni nell’Arma.

Il profilo di una ‘donna con catenina al collo che si unisce con un mezzo teschio’ e il ‘volto maschile con occhiali da sole che esibisce un pugno con artigli stile ‘Wolverine” tratteggiati sulla pelle gli sono costati l’avvio di un procedimento disciplinare che potrebbe comportare la sua destituzione dall’Arma dei Carabinieri. E’ stato già nominato un ufficiale inquirente. Al militare è stata contestato il “turbamento per il regolare e corretto svolgimento delle attività di servizio”.

Il carabiniere, 41 anni, presta servizio in Emilia Romagna. Circa un mese fa è tornato al lavoro tatuato dopo che era stato per un periodo in licenza. “E’ stato convocato all’infermeria militare – racconta all’Adnkronos Giorgio Carta, il suo avvocato – gli hanno fotografato i tatuaggi e lo hanno rimandato in servizio”. Non ha conservato le stesse mansioni. “Prima era impegnato nei servizi esterni – precisa Carta – è stato invece mandato al nucleo del tribunale di Bologna, dove deve indossare la giacca della divisa, che gli copre interamente i tatuaggi”.

Visto il procedimento disciplinare, in sede di difesa “chiederò se l’Arma intende allora avviare un analogo procedimento nei confronti di tutti quei militari in servizio nei reparti operativi che hanno i tatuaggi non solo per propria passione – fa notare Carta – ma perché, per loro, questa caratteristica diventa utile per riuscire a mimetizzarsi tra la gente e a portare a termine nel migliore dei modi le operazioni di contrasto alla criminalità”.

Il regolamento sulle uniformi dell’Arma stabilisce chiaramente che i tatuaggi non possono essere visibili sul corpo dei militari, con qualsiasi tipo di divisa indossata, compresa quella ginnica composta da maglietta e pantaloncini da corsa.