Esteri

Taiwan, 58 aerei e nove navi da guerra cinesi intorno all'isola

Secondo giorno di operazioni militari cinesi nei pressi dell’isola di Taiwan. Dopo le esercitazioni segnalate sabato 8 aprile, questa mattina il ministero della Difesa di Taipei segnala la presenza di nove navi da guerra e 58 aerei militari impegnati in una simulazione di accerchiamento.

Nel secondo giorno di maxi esercitazioni, Taiwan ha rilevato nove navi da guerra e 58 aerei militari cinesi intorno all’isola. Lo ha annunciato il ministero della Difesa di Taipei, che sta monitorando i “movimenti militari cinesi attraverso un sistema congiunto di sorveglianza e ricognizione d’intelligence“, e ha aggiunto che gli aerei da guerra rilevati fino alle 12 ora locale (le 6 in Italia) includevano un mix di caccia e bombardieri.

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Da parte loro, i media statali cinesi parlano di una simulazione di “attacchi di precisione congiunti contro obiettivi chiave sull’isola di Taiwan e sulle acque circostanti”, come riferito dall’emittente statale cinese Cctv in riferimento al primo giorno di esercitazioni militari. La Tv ufficiale ha poi aggiunto che l’aeronautica ha schierato decine di aerei per “volare nello spazio aereo bersaglio” e le forze di terra hanno effettuato esercitazioni per “attacchi di precisione multi-bersaglio”.

Il primo giorno di esercitazioni

Nella giornata di sabato 8 aprile, un totale di 71 aerei e nove navi militari dalla Cina hanno effettuato incursioni nelle aree intorno a Taiwan. Il comando militare ha spiegato nel suo account di Twitter che 45 degli aerei cinesi hanno attraversato la linea mediana dello Stretto di Formosa, un confine non ufficiale tacitamente rispettato da Taipei e Pechino negli ultimi decenni. Modelli come i caccia SU-30, J-10 e J-11 hanno preso parte al raid aereo, che ha avuto luogo nelle parti sud-occidentali e settentrionali dell’autodefinita zona di identificazione della difesa aerea (Adiz) di Taiwan. Le forze aeree dell’isola hanno monitorato la situazione con pattuglie navali e aeree da combattimento e sistemi missilistici a terra, ha affermato il ministero.

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La rappresaglia dopo l’incontro Taiwan-Usa

La Cina ha avviato la tre giorni di esercitazioni in risposta all‘incontro a Los Angeles tra la presidente di TaiwanTsai Ing-wen, e lo speaker della Camera dei Rappresentanti Usa, Kevin McCarthy. Ol portavoce del Comando Orientale, il colonnello Shi Yi, ha infatti definito le operazioni militari “un serio monito contro le forze separatiste di Taiwan, colluse con forze esterne. Un’azione necessaria per salvaguardare la sovranità nazionale e l’integrità territoriale” della Cina.

Pechino considera Taiwan una propria provincia ribelle e rivendica la sovranità sull’isola in nome del principio della “unica Cina”, una formula che implica la “riunificazione” dell’isola alla Cina, nonostante Taiwan non sia mai stata sotto il controllo della Repubblica Popolare Cinese e si consideri un Paese sovrano.

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