SUPER AGENTE, PROMOSSO PER MERITI STRAORDINARI COSTRETTO A FARE RICORSO PER AVERE IL GRADO

Mauro Vagnini, assistente capo della polizia penitenziaria, passato alle cronaca come l’incubo dei borseggiatori (ne ha presi già circa 150 in pochi anni) il 30 maggio 2016 è stato promosso proprio per “meriti speciali”, al grado di vice sovrintendente.

Nonostante ciò, detto decreto di promozione non è mai stato notificato né formalmente comunicato al Vagnini e quindi, a tutt’oggi, è privo di effetti. Tant’è che il Vagnini è stato costretto ad adire il T.A.R. dell’Emililia Romagna poiché, ad oggi, continua a rivestire la qualifica di Assistente Capo e a percepire lo stipendio per la qualifica ricoperta e non per quella superiore, a cui avrebbe diritto stante il riconoscimento ricevuto e contemporaneamente non può essere proposto per altre promozioni, in quanto per la Commissione Ricompense risulta essere già stato promosso.

La Pubblica Amministrazione è rimasta silente e quindi il decreto oggetto delle richieste e quindi il Vagnini pur risultando avere conseguito un avanzamento di grado, non ha ricevuto la qualifica né gli oneri economici ad essa consequenziali.

Una vicenda assurda che viene illustrata nell’ordinanza del T.A.R. che, ovviamente, ha intimato l’amministrazione penitenziaria a depositare in giudizio il decreto del 30 maggio 2016 che ha promosso il ricorrente per meriti straordinari.

Il ricorrente ha inviato lettere, mail e diffide ad adempire. Nulla. Solo il silenzio. Vedremo se l’Amministrazione sarà silente anche quando il T.A.R. si esprimerà sulla vicenda.