Difesa

Sottosegretario alla Difesa Perego: “Serve meno burocrazia, bisogna essere proattivi”

“Se vogliamo recuperare una visione strategica, dobbiamo rendere le nostre democrazie più competitive. E’ essenziale far comprendere che solo attraverso solide relazioni internazionali, anche con quegli attori che troppo spesso abbiamo sottovalutato, sia vicini che lontani, possiamo proteggere il nostro stile di vita e garantire il benessere della nostra popolazione. E tempo di agire ora e in fretta”.

Lo ha detto al “Giornale” Matteo Perego di Cremnago, sottosegretario alla Difesa, secondo il quale “serve meno burocrazia e la possibilità di essere proattivi. Guardate l’esempio di Trump. Tra il momento del giuramento e l’arrivo allo studio ovale aveva già lasciato l’Oms e rinunciato agli accordi di Parigi sul clima”.

Scelte azzardate per molti: “Al netto del fatto se fosse giusto o meno l’Italia comunque ci avrebbe impiegato anni per dare seguito a simili decisioni”.

Il pragmatismo di Trump non sarà un modello ma “senza dubbio rappresenta un approccio efficace. Tuttavia, siamo abituati a vedere gli Stati Uniti come garanti della sicurezza globale indipendentemente da un immediato ritorno economico-finanziario. La postura di Trump, invece, sembra orientata a considerare principalmente il valore delle ingenti risorse di terre rare presenti in Ucraina, in particolare nel Donbass“.

La celebre pax americana non esiste più: “E’ venuto meno il modello di esportazione della democrazia (basta pensare all’Iraq e all’Afghanistan) ma allo stesso tempo sarebbe auspicabile che gli Usa mantenessero il ruolo di provider di sicurezza globale e di stabilità che la storia contemporanea gli ha assegnato”.

Trump parla spesso di ‘global South’: “Il confronto coi Paesi emergenti deve diventare un’opportunità di crescita. E in questo senso l’Italia può giocare un ruolo importante grazie ai rapporti bilaterali come quello con le monarchie del Golfo e quello con l’India di Modi“. Il sottosegretario si sofferma infine su ciò che rende lento il modo di reagire ai cambiamenti del continente europeo: “Soprattutto i pregiudizi ideologici. ll mondo va a una velocità e noi europei a un’altra. Basti pensare alle implicazioni del green deal che, per come è stato impostato, è stato un danno irreparabile per l’industria e l’economia” conclude Perego di Cremnago.

 

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