SIRIA, IN AZIONE REPARTI SPECIALI CECENI: “NOI NON CONOSCIAMO PIETÀ E NON NE CHIEDIAMO”

(di Franco Iacch) – “I
reparti speciali ceceni non sono in Siria, la Russia opera con le proprie
truppe interne nell’operazione anti-terrorismo contro lo Stato islamico”.

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Un
seccato Dmitry Peskov, portavoce di Putin, ha smentito categoricamente, pochi
minuti fa, le dichiarazioni del presidente ceceno, Ramzan Kadyrov.
Quest’ultimo, durante la messa in onda di un teaser per un documentario
televisivo che andrà in onda mercoledì prossimo sul canale di Stato Rossija 24,
ha confermato il rischieramento operativo dei suoi agenti.

Le
forze cecene fedeli al Cremlino – ha affermato un orgoglioso Kadyrov nel promo
andato in onda ieri in prima serata – sono in Siria in missioni di intelligence
sotto copertura. Grazie alle loro preziose informazioni, l’aviazione russa
identifica i bersagli da colpire.
“I
nostri migliori agenti segreti ceceni sono infiltrati tra le fila del gruppo
militante. Sono in Siria dall’inizio della guerra. Abbiamo allestito una vasta
rete di spionaggio all’interno dello Stato islamico”.
Nonostante
le smentite ufficiali dei russi (abbiamo schierato soltanto truppe regolari),
ogni format trasmesso sulla tv di Stato russa riflette la linea del Cremlino.
Una “svista” nella comunicazione (non è l’unica in questi mesi, basti pensare
alla “sbadataggine” per svelare lo Status-6) che andrebbe letta come un
avvertimento indirizzato ai terroristi dello Stato islamico e l’ennesima
riprova della lealtà di Ramzan Kadyrov nei confronti di Vladimir Putin. I
ceceni, per la loro esperienza militare e la natura violenta, sono i migliori
combattenti del califfato e svolgono un ruolo di primo piano nel gruppo
radicale.
Queste
non sono chiacchiere – disse Kadyrov lo scorso ottobre alla radio RSN – chiedo
il permesso di andare in Siria e partecipare alle operazioni speciali.
“Io
sono un musulmano, un ceceno ed un patriota russo. Quando nel 1999, la nostra
repubblica è stata invasa da questi diavoli, abbiamo giurato sul Corano che li
avremmo combattuti ovunque, ma abbiamo bisogno dell’autorizzazione del
comandante in capo
”. Secondo quanto prevede la Costituzione russa, il
presidente è anche il comandante in capo delle forze militari.

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Sappiamo
che i reparti speciali ceceni sono stati addestrati sul modello del gruppo
Alpha, unità d’élite specnaz (traslitterazione dal cirillico) specializzata
nell’antiterrorismo. Le forze speciali cecene rispondono formalmente al
Ministero degli Interni russo e sono parte integrante del gruppo speciale
Terek. Quest’ultimo rientra nel Rapid Reaction Special Group nel Distretto
Federale del Nord Caucaso. Le forze speciali cecene (molti sono gli ex
operatori dell’unità specnaz Vostok) sono completamente autonome. Strutturate
inizialmente come guardie del corpo del presidente Ramzan Kadyrov, le forze
speciali cecene si sono evolute per il rischieramento sul campo. Formate
ufficialmente nell’estate del 2014, la loro creazione è stata motivata dal
governo centrale per “combattere una possibile incursione da parte dei
militanti dello Stato islamico”. Il 12 febbraio dello scorso anno, Kadyrov annunciò
la creazione di un centro di formazione per operatori dei reparti speciali
grande quanto una città.

“La
repubblica cecena diventerà uno dei centri mondiali per la formazione dei
reparti speciali, il progetto coinvolgerà un’intera città specificamente
realizzata per l’antiterrorismo. Scuole, ospedali, asili ed un teatro: tutte
queste strutture sono state pensate per liberare gli ostaggi e distruggere i
terroristi”. La costruzione del centro sarebbe in corso.
Ritornando
alle forze speciali cecene presenti in Siria. Il loro impiego potrebbe essersi
reso necessario per svolgere compiti particolarmente compromettenti per gli
specnaz dell’FSB. Il coinvolgimento di questi operatori in Siria rafforza la
figura di Ramzan Kadyrov non solo nel Caucaso del Nord, ma anche a livello
federale in Russia.

Le
forze speciali cecene, condividono con gli operatori OMON (Unità Speciale
Antiterrorismo della Polizia russa), sia parte dell’addestramento che il motto:
“Noi non conosciamo pietà e non ne chiediamo”
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