Sindacati militari, on. Corda esulta su fb: “Iter spedito in Parlamento”

La proposta di legge “Norme sull’esercizio della libertà sindacale del personale delle Forze armate e dei corpi di polizia ad ordinamento militare, nonché delega al Governo per il coordinamento normativo”  a prima firma dell’on. Corda (M5S) ha terminato il proprio iter in Commissione Difesa dove sono stati audite le neo riconosciute associazioni a carattere sindacale ed i vertici degli stati maggiori delle Forze Armate.

Ed è proprio l’on. Corda ad annunciare soddisfatta “l’iter spedito in Parlamento per i sindacati militari:

“Ci siamo! Oggi si è svolta l’ultima audizione relativa alla pdl sui Sindacati militari a mia prima firma. Le Commissioni Difesa di Camera e Senato si sono riunite per sentire in audizione l’avvocato Filippo Bigot in materia di associazioni professionali a carattere sindacale del personale militare. Abbiamo votato come testo base che per la prima volta istituirà i sindacati militari proprio la nostra legge; si tratta di un provvediemento storico che finalmente sancisce il diritto ai nostri uomini in divisa di affermare un diritto costituzionale ad oggi negato. Sono orgogliosa di aver portato avanti con i miei colleghi e questa maggioranza questo provvedimento che presto sarà legge!!! A maggio la legge arriverà in aula. Noi siamo pronti!”

A maggio quindi la legge arriverà in aula con la tempistica bicamerale della politica italiana ovvero un range che oscilla tra gli 8 ed i 16 mesi.

Nel frattempo chissà se la proposta di legge Corda sarà effettivamente modificata nella direzione richiesta dai militari piuttosto che dai Generali.

Abbiamo pubblicato su queste pagine l’acceso dibattito sui sindacati militari, sono in molti a richiedere “un modello polizia” (osteggiato dai vertici delle Forze Armate) e a prendere le distanze da associazioni come quelle prefigurate dalla proposta di legge Corda, ma anche Tripodi, che in realtà ponendo gli stessi limiti della rappresentanza militare vigente non costituiscono un vero e proprio “cambiamento epocale” con l’unica differenza che in questo caso il militare dovrà sborsare di tasca propria per essere parzialmente tutelato.