SINDACATI DI POLIZIA: “ALFANO DICE TUTTO ED IL CONTRARIO DI TUTTO, PROTESTA CONTINUA”

Non sono bastate le parole del ministro dell’Interno, Angelino Alfano,
che ieri aveva detto che il problema
del blocco degli stipendi
 sarà risolto per tranquillizzare i sindacati
autonomi di polizia, che annunciano che la protesta non si ferma.

“Il
ministro Alfano ha annunciato che il blocco degli stipendi sarà risolto, ma le
sue parole dicono tutto e niente. Anzi, considerate le mancate promesse del
recente passato, a cominciare dalle analoghe dichiarazioni fatte queste estate
assieme alla sua collega Pinotti, noi restiamo guardinghi e soprattutto
mobilitati”, affermano i rappresentanti di Sap, Sappe, Sapaf e Conago che
confermano il presidio permanente a Piazza Montecitorio e l’astensione dal
lavoro per tre ore il 23 settembre.

I sindacati autonomi di polizia di Stato, polizia penitenziaria, corpo
forestale e vigili del fuoco, riuniti nella Consulta Sicurezza, continueranno
dunque la mobilitazione, anche con il camper che sta girando l’Italia per
raccogliere firme e riformare l’apparato della sicurezza e del soccorso
pubblico. E dopo l’astensione dal lavoro del 23 settembre, il giorno dopo
saranno in piazza SS. Apostoli a Roma “per manifestare assieme ai
tantissimi operatori che hanno organizzato una protesta tramite la Rete”.

Incontro con Renzi. Per i rappresentanti sindacali è urgente un
faccia a faccia con il presidente del Consiglio: “Aspettiamo con urgenza e
senza ulteriori indugi la convocazione del premier Renzi – affermano in una
nota congiunta – al quale non dobbiamo chiedere scusa e che invitiamo a fare
gli opportuni distinguo tra sindacati, perché la Consulta Sicurezza, che
rappresenta circa il 43% del personale sindacalizzato, non ha mai annunciato
azioni di protesta illegali e incostituzionali, ma solo forme di mobilitazione
forti, eclatanti e legittime, seppur a oltranza”.

Niente compromessi. “La Consulta Sicurezza – spiegano i
segretari generali Gianni Tonelli, Donato Capece, Marco Moroni e Antonio Brizzi
– è mobilitata da mesi, non da dieci giorni come altri e non si fida di vane
parole e promesse, troppe volte i poliziotti e vigili del fuoco sono stati
traditi. Anche perché il ministro Alfano, dopo aver detto che il problema dello
sblocco stipendiale sarà risolto, ha precisato che ora occorre individuare lo
strumento tecnico e il veicolo di legge più veloce per risolverlo. Che cosa
vuol dire? I soldi necessari, circa un miliardo di euro, sono stati trovati per
tutto il personale oppure si pensa di risolvere il problema solo per alcuni
operatori e rinviare per altri tutto alle calende greche? Contrariamente ad
altre organizzazioni, prontissime a firmare qualsiasi intesa, noi non
accetteremo compromessi e sblocchi parziali”.

Riforme urgenti. La Consulta Sicurezza, però, non vuole che lo sblocco
delle retribuzioni pesi sulle tasche dei cittadini, ma chiede che “sia
accompagnato da concomitanti riforme delle sette forze di polizia e dei vigili
del fuoco, per razionalizzare e meglio coordinare i servizi di sicurezza
pubblica ed eliminare le duplicazioni e gli sprechi oggi esistenti. Una riforma
che consentirebbe risparmi 4 volte superiori ai soldi necessari allo sblocco
delle retribuzioni, reimpiegabili in potenziamento della sicurezza e detassazione
delle famiglie”, concludono.

Ministri al lavoro. Il problema dei salari è stato al centro, oggi,
di una lunga telefonata tra Alfano e il ministro della Difesa, Roberta Pinotti.I due ministri, a quanto si è appreso, hanno convenuto sulla necessità di
procedere in tempi brevissimi, e con lo strumento normativo più adeguato, per
andare incontro alle richieste delle donne e degli uomini in divisa, confidando
che da qui in avanti il percorso sia accompagnato da toni costruttivi da parte
delle loro rappresentanze. I due ministri stanno definendo la proposta, sotto
il profilo tecnico, per presentarla nei prossimi giorni alla Presidenza del
Consiglio.
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