SI FA FOTOGRAFARE IN CASERMA CON IL BERRETTO DA CARABINIERE, ASSOLTO

(di Giancarlo Oliani) – Sono finiti davanti al giudice per due reati che se fossero stati riconosciuti come tali avrebbero confinato in cella per diversi anni, la coppia di imputati. Si tratta di due fratelli, Alessandro Matteo Talassi, residenti entrambi a Poggio Rusco. La vicenda è datata: risale al 27 marzo di sei anni fa.

Quel giorno i due si presentano nella caserma dei carabinieri per ritirare un notifica. Vengono accolti da un militare che li fa entrare in una stanza. Chiede loro di attendere un minuto per recuperare la pratica. Dopo un po’ il carabiniere torna e consegna la notifica ai due che salutano ed escono.

Il giorno dopo il maresciallo che prende servizio, probabilmente su segnalazione, apre Facebook. E cosa vede? Vede uno dei due fratelli con il berretto dell’Arma in testa e sotto la foto un commento: «Marescia’, vuoi farti una canna?»

Il sottufficiale non perde tempo, li convoca entrambi in caserma e li denuncia, per gli stessi reati per i quali è finito davanti al giudice per le indagini preliminari Gilberto Casari. Vale a dire rivelazione di segreti militari e vilipendio delle forze armate.

Nel primo caso a far scattare la denuncia è stata la foto dell’interno della caserma, in cui si intravedeva una parte della stanza dove i due fratelli aspettavano la notifica. Per questo tipo di reato, rivelazione di segreti miliari, la pena prevista non è inferiore ai cinque anni. Ma è un reato che si riferisce a gravi pericoli per la sicurezza nazionale non ai muri di una caserma finiti sulla foto di un social.

Più complicato il secondo reato, quello di vilipendio alle forze armate. Reato contestato in quanto uno dei fratelli s’è messo il berretto da carabiniere in testa aggiungendo anche una sorta di sfottò. Ora per poter perseguire questo tipo di reato c’è bisogno del consenso del ministro della giustizia che non è mai arrivato. Pertanto oggi, 20 aprile, il giudice Casari li ha assolti.