SCADUTI I GIUBBOTTI ANTIPROIETTILE DI POLIZIA E CARABINIERI: ECCO LE CARTE

(Luca Marco Comellini per Tiscali Notizie) – La sconcertante verità sull’efficienza e sulla quantità dei giubbetti antiproiettile in dotazione al personale delle forze di polizia emerge chiaramente dalla risposta che la Ministra della difesa, Roberta Pinotti, ha dato ad una interrogazione parlamentare dei deputati pentastellati della Commissione difesa, pubblicata sul resoconto dell’Aula di Montecitorio dello scorso 7 luglio. Riproponendo integralmente il testo un atto di sindacato ispettivo presentato il 10 gennaio 2011 dai deputati radicali (come tanti altri ignorato) il parlamentare del M5S Luca Frusone nel dicembre dello scorso anno ha chiesto ai ministri della difesa, Roberta Pinotti, e dell’interno, Angelino Alfano, «quanti e di quale modello siano i giubbetti antiproiettile in dotazione al personale delle Forze armate e delle forze di polizia», «quanti quelli scaduti nel 2014 e quelli che scadranno negli anni 2015, 2016, 2017, 2018, 2019», «le relative previsioni di spesa per la sostituzione o per eventuali nuove acquisizioni».

Alfano: “Girate armati anche nel tempo libero”

Ci sono voluti più di cinque anni e mezzo ma alla fine, grazie all’intervento del M5S gli operatori della sicurezza oggi possono finalmente prendere atto dell’assurda situazione che, se non altro, rivela una totale incapacità dei responsabili dei due importanti dicasteri di assicurare al personale delle forze di polizia gli strumenti idonei e necessari a garantirne l’incolumità durante il servizio e, quindi, di poter fronteggiare eventuali attacchi terroristici. Qualche giorno il Ministro Alfano li aveva esortati a portarsi appresso l’arma d’ordinanza anche quando liberi dal servizio e a vigilare con maggiore attenzione

Protezioni in scadenza

I giubbetti antiproiettile (Gap) scrive la ministra Pinotti, «hanno una prima scadenza a 5 anni dalla data di fabbricazione, superati i quali si provvede, con cadenza biennale, a verificarne l’eventuale ulteriore impiegabilità in relazione al mantenimento dei requisiti di protezione balistica originali; sicché, statisticamente, la loro vita operativa varia dai 7 ai 9 anni dalla data di produzione» mentre, in relazione alla spesa per la sostituzione questa non sarebbe preventivabile perché condizionata dal superamento delle citate prove periodiche di efficienza, balistica. «Per quanto riguarda le nuove acquisizioni – prosegue la ministra – sono state individuate soluzioni diverse nelle diverse forze armate, in ragione delle peculiari esigenze di ciascuna (vestibilità/tipologia di materiale/esigenze di impiego)». L’esercito – sempre più impegnato nell’operazione “strade sicure” – ha in atto u programma di acquisizione che prevede la graduale introduzione in servizio fino al 2019 di 22.780 GAP, la Marina ha avanzato richiesta allo Stato maggiore della difesa per l’acquisizione di 350 GAP (spesa presunta di 670mila euro) ed è inoltre prevista la consegna, entro il primo semestre 2016, di circa 1.300 GAP (spesa presunta di 2,1 milioni di euro).

Chi ancora se la cava

La nota attenzione della Ministra per i problemi dei carabinieri non è una novità e così nella risposta ha evidentemente voluto cogliere l’occasione per fargli sapere che nel 2016 gli arriveranno 2000 giubbetti antiproiettile (costo stimato di 2,5 milioni di euro) per sostituire «quelli che potrebbero non superare la verifica periodica ed essere quindi dichiarati fuori uso» e, inoltre, ne saranno comprati altri «che, prodotti mediante l’utilizzo di nuove tecnologie, assicurino maggiore vestibilità e protezione balistica.». I carabinieri sono circa 103.000. L’Aeronautica militare è l’unica forza armata in regola. Infatti, dalla risposta data all’interrogazione si apprende che i giubbetti in dotazione «non scadranno prima della fine del 2016 e le esigenze relative a nuove acquisizioni saranno valutate alla luce dei risultati dei controlli balistici che nel corso dell’anno verranno effettuati.».

Polizia allo sbaraglio

Per quanto riguarda la Polizia di Stato la solerte titolare della difesa, sulla base dei dati forniti dal Ministero dell’interno, rende noto che i giubbetti in dotazione al personale «sono muniti di garanzie commerciali, certificate dalle aziende produttrici, di 7 e di 10 anni» e che «sono attualmente in dotazione alla polizia di Stato 19.731 giubbetti di tipo morbido, acquistati con tre distinti contratti dalla ditta Rabintex negli anni 2004 e 2005.». La Ministra prosegue informando che nel 2014 «è iniziato il programma di sostituzione» e che, in particolare, quelli con garanzia terminata nel 2014 e 2015, sono già stati sostituiti con «3.216 nuovi giubbetti» e che nel corso del 2016 «è poi prevista la sostituzione di ulteriori 13.000 Gap, con una spesa per l’adeguamento della dotazione dei giubbetti antiproiettile della polizia di Stato di 10 milioni di euro». I poliziotti sono circa 97.000.

Carenze e inefficienze

A conclusione della risposta la Pinotti precisa che «nel periodo compreso tra gli anni 2004-2005 e l’anno 2014 non sono stati effettuati ulteriori acquisti» e che «a partire dall’anno 2008, sono stati approvvigionati Gap del tipo «sottocamicia» (1.700 nell’anno 2008 dalla ditta Mehler con scadenza della garanzia nell’anno 2015; 850 nell’anno 2009 dalla ditta Seyntex con scadenza della garanzia nell’anno 2019; 500 nell’anno 2015 (già distribuiti) più altri 800 (in fase di collaudo), dalla ditta Seyntex con scadenza della garanzia nell’anno 2025). Numeri a parte la risposta fornita dalla Pinotti sembra essere la chiara conferma delle denunce sulle carenze e inefficienze dei mezzi di protezione individuali in dotazione al personale della Polizia di Stato, che i segretari generali dei sindacati di polizia SAP eCOISP, Gianni Tonelli e Franco Maccari, avevano lanciato già sul finire dello scorso anno, quando poi la questione approdò sui media a seguito di un servizio giornalistico in cui un poliziotto mostrava davanti alle telecamere del programma televisivo “Ballarò” lo stato del giubbetto antiproiettile e delle altre attrezzature che aveva in dotazione. Per quell’episodio quattro poliziotti sono tutt’ora indagati e sospesi dal servizio. A Tonelli e Maccari abbiamo chiesto di commentare i dati forniti dalla Ministra Pinotti. Ecco cosa ci hanno dichiarato.

Maccari la risposta della Ministra vi soddisfa?
«Abbiamo contestato sia i dati forniti dal Ministero dell’interno, non solo nel numero ma soprattutto nella qualità dei materiali forniti. Siamo intervenuti anche con una lettera specifica al Capo della Polizia Pansa lo scorso 9 giugno, in cui denunciavamo la pochezza e l’approssimazione con cui era stato gestito il ricambio dei giubbetti antiproiettile scaduti ma anche, ancora più preoccupante, la conferma della perforazione di un nuovo giubbetto antiproiettile sottocamicia in fase di collaudo».

I giubbetti ormai scaduti vengono ancora usati?
«Certamente. Oggi stiamo scontando l’assenza della programmazione della sostituzione progressiva dei giubbetti antiproiettile degli ultimi dieci anni, i quali, ancorché giunti alla scadenza della garanzia, continuano a giacere nelle nostre Caserme ed essere usati sulle Volanti. Il Coisp considera criminale il comportamento di chi ha permesso si arrivasse a questa non-soluzione, questo essere messi davanti a fatti compiuti da Dirigenti dello Stato che mai pagheranno per la loro inerzia».

Le migliaia di giubbetti nuovi annunciati dalla ministra sono arrivati?
«I 13.000 giubbetti antiproiettile che dovrebbero venire forniti nell’arco di quest’anno, lo ricordiamo, devono ancora essere testati e collaudati e sottoposti alla Commissione centrale competente. Quindi i tempi si allungano ed i nuovi giubbetti antiproiettile non arrivano. Giunti a questo punto, date anche le importanti cifre in gioco, il “fare presto” non sembra significare anche “fare bene”, anzi… ».

Per i ministri interessati sembra che la questione non sia avere un giubbotto buono ma solo averlo.
«Noi non vogliamo “mettere a posto le carte” ma garantire la vita dei poliziotti italiani, la quale oggi sembra essere affidata molto più alla sorte che ad una reale volontà di tutela. Questi argomenti sono stati il punto centrale dell’incontro del Coisp con il nuovo Capo della Polizia Gabrielli di qualche settimana fa, durante il quale abbiamo chiesto un deciso cambio di rotta sulle forniture e gli appalti che riguardano i mezzi e le dotazioni della Polizia di Stato».

Tonelli non le sembra che la ministra Pinotti abbia smentito l’ex Capo della Polizia di Stato, Alessandro Pansa?
«Sicuramente. Nonostante la verità incontrovertibile certificata dal Governo, tramite il Ministro della difesa, l’ex capo della Polizia Pansa sospese quattro poliziotti per aver detto in televisione la verità. In particolare si ricorda la trasmissione Ballarò di fine novembre 2015 che innescò un vero e proprio processo politico a danno dei rappresentanti SAP».

Dopo la vostra denuncia pubblica cosa è stato fatto ?
«Successivamente nel maldestro tentativo di “mettere le carte a posto” il Dipartimento della P.S., contrariamente alle indicazioni contenute nella certificazioni della ditta produttrice (RABINTEX), ha attestato l’ultra idoneità dei giubbetti che non è superfluo sottolineare essere totalmente inefficaci a trattenere i proiettili espulsi da armi lunghe utilizzate in preferenza dalla criminalità organizzata, comune e dal terrorismo. I quattro agenti della Polizia, per aver denunciato la, situazione confermata dal Governo tramite il Ministro PINOTTI sono ancora vergognosamente sospesi per essersi macchiati della colpa di aver esposto la classe politica di governo a responsabilità inaffrancabili in caso di eventi analoghi a quelli Francesi o Tedeschi.

La ministra ha detto che in attesa dei nuovi giubbetti quelli in uso sono stati sottoposti a prove a fuoco presso il banco di prova di Gardone Val Trompia al fine di testare il mantenimento del requisito balistico. Ora siete tranquilli?
«No, affatto. Peccato che queste prove siano incertificabili poiché le fibre dei giubbetti si decompongono, perdono le proprie capacità meccaniche con l’utilizzo, si deteriorano a causa di “aggressioni esterne” quali sudore, umidità, sbalzi temperature, luce, ecc. Le prove di poligono, effettuate sui giubbetti mai utilizzati e conservati in magazzino all’interno del proprio involucro originale, non possono essere attendibili. E questo lo capirebbe anche un bambino».

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