SALVINI: “Eʼ FINITA LA PACCHIA PER I CLANDESTINI.” TONELLI: “SARÀ UN MINISTRO CHE AMERÀ LE DIVISE”

“Per i clandestini è finita la pacchia, devono fare le valigie, con calma, ma se ne devono andare”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, a Vicenza, appoggiando in piazza il candidato sindaco Francesco Rucco. Sulle Ong ha poi affermato: “Stiamo lavorando sul tema e ho le mie idee: quello che è certo è che gli Stati devono tornare a fare gli Stati e nessun vice scafista deve attraccare nei porti italiani”.

Domenica Salvini a Pozzallo – Salvini si prepara intanto a raggiungere Pozzallo (Ragusa), teatro del primo sbarco di migranti da quando il leader leghista è stato nominato ministro dell’Interno. Arriverà in città domenica in una tappa dall’alto valore simbolico, perché Pozzallo è anche sede di un hotspot ed è tra le città siciliane più coinvolte nei flussi dal Nord Africa. “Voglio andare in Sicilia per monitorare gli sbarchi – dice il ministro -. Adesso si sono un po’ calmati, ma solo perché c’è il mare mosso…”.

A sottolineare l’impegno di Salvini per le Forze di Polizia è Gianni Tonelli, parlamentare della Lega e già segretario del Sindacato Autonomo di Polizia che allo Speciale, afferma:“Sicuramente sarà un ministro che amerà le divise e soprattutto le funzioni che queste svolgono. La sua nomina è strumentale alla sicurezza delle persone oneste di questo Paese. Ci sono tante intenzioni positive, e sono certo che tutte le battaglie fatte negli ultimi quattro anni che hanno trovato Salvini sempre solidale, verranno concretizzate con interventi fattivi in questa legislatura. Le aspettative sono elevate, abbiamo un interlocutore all’altezza. Per la categoria e i cittadini ci saranno dei grandi passi in avanti”.

“Realizzeremo quello che è scritto nel programma. Non ho partecipato direttamente nell’ultima fase delle trattative, ma nel contratto di governo ci sono i punti da me più volte proposti. Quindi un rafforzamento degli organici delle forze dell’ordine drasticamente tagliati negli ultimi anni, la necessità di risorse da destinare alla formazione e agli equipaggiamenti e infine telecamere sulle divise e nelle auto per garantire trasparenza e sicurezza degli operatori, che finalmente la smetteranno di finire continuamente alla sbarra. Oggi la parola di un pubblico ufficiale non ha più alcun valore rispetto a quella di un delinquente. Poi ci sono le questioni contrattuali, il riordinamento delle carriere, e questo sarà il lavoro più difficile visto che la gran parte dei nostri ambienti sono ormai fuori dai parametri normativi, non avendo i tagli consentito alcun adeguamento. Ci sarà quindi da recuperare un gap infinito”.

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