SALPA LA PORTAEREI CAVOUR A CACCIA DEI TRAFFICANTI DI DISPERATI

E’ venuto di persona a Taranto il Capo di Stato
Maggiore della Marina Militare, l’ammiraglio Giuseppe De Giorgi
, per salutare
l’equipaggio prima della partenza per la missione navale europea EuNavFor Med
contro i trafficanti di migranti.

Parliamo della portaerei Cavour, ormeggiata alla
stazione navale “Chiapparo” e pronta a salpare. E sarà proprio la portaerei
italiana la nave ammiraglia dell’operazione navale EuNavFor Med. Con la
Cavour  aerei e droni saranno dispiegati nel giro di una settimana.
L’operazione punta a distruggere i barconi
utilizzati dai trafficanti sulle coste libiche, e soprattutto le barche che
vengono utilizzate per trascinare le ‘carrette del mare’ al largo
. Tuttavia, in
assenza di una risoluzione del Consiglio di Sicurezza Onu che autorizzi l’uso
della forza nelle acque territoriali libiche, in questa prima fase la missione
sarà piuttosto limitata.
Nella prima fase, dunque, non sarebbe previsto l’uso
di aerei caccia
. I mezzi inizialmente a disposizione del contrammiraglio Enrico
Credendino, capo della missione, sono complessivamente 5 navi militari, 2
sottomarini, 3 aerei da ricognizione, 2 droni e 3 elicotteri, con
complessivamente “un migliaio” di soldati
.

Cinque i punti previsti dal Piano prediposto dal
Consiglio europeo 1) Ricollocazione di 40mila persone da Italia e Grecia; 2)
“Rapida azione da parte del Consiglio di una Decisione che imposti un
meccanismo temporaneo ed eccezionale” per la ricollocazione e che a questo
scopo “gli stati membri concorderanno entro la fine di luglio sulla
distribuzione” dei 40mila profughi con diritto d’asilo; 3)
“Impostazione di zone di frontiera strutturate e di strutture negli stati
membri in prima linea, con l’attivo supporto di esperti degli stati membri e
dell’Easo, di Frontex e Europol per assicurare la pronta identificazione,
registrazione e presa di impronte dei migranti”, ovvero dei cosiddetti
‘hotspots’; 4) “Immediata fornitura di aumentata assistenza finanziaria
agli stati in prima linea per aiutare ad alleviare i costi” di accoglienza
e trattamento delle domande per la protezione temporanea; 5) “Tutti gli
stati membri parteciperanno al ‘resettlement’ di 20mila persone in chiara
necessità di protezione internazionale”, con riferimento ai profughi nei
campi nei paesi terzi.
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