S.A.F.: Fatti di Napoli e strumentalizzazione politica. Per le Forze di Polizia solo doveri e niente diritti

I fatti di Napoli e le aggressioni alle Forze di Polizia

Quanto accaduto a Napoli, la notte del 23 ottobre, è fatto gravissimo.

L’aggressione alle Forze dell’Ordine ha avuto origine da azioni preordinate, organizzate nella quasi totalità da frange di tifosi violenti, da ambienti criminali, anche legati a settori dell’estremismo politico. Il tutto nel contesto di una manifestazione non violenta dettata da necessità economiche.

Un’aggressione che segue quella di tre giorni prima di Livorno da parte di un gruppo di giovani nei confronti di una pattuglia della Polizia Locale e tre dei Carabinieri, l’aggressione a Savona di due poliziotti circondati e aggrediti da un gruppo di giovani, l’eclatante ribellione a Polizia e Carabinieri dei giovani della ‘movida’ quest’estate a Massa Carrara.

Solo un frammento delle molteplici azioni di insofferenza nei confronti dell’operato delle forze dell’ordine, registrate negli ultimi tempi in diverse città italiane.

Sicuramente i compiti cui sono chiamati gli operatori di polizia sono non sempre  comprensibili e a volte ingrati. A volte non attuati nel modo dovuto e  accompagnati da abusi, bisogna riconoscerlo.

Fatto sta che quando in una società non c’è rispetto per le istituzioni, per varie ragioni, ma soprattutto non si riconosce la funzione di coloro che dovrebbero essere i tutori dell’ordine, è evidente come si stia toccando il fondo.

La manifestazione del 14 ottobre “BASTA AGGRESSIONI AGLI UOMINI IN DIVISA”

Sulla base di queste premesse mi voglio riallacciare alla manifestazione nazionale dei Sindacati di Polizia e Militari, tenutasi il 14 ottobre scorso in Piazza del Popolo a Roma: “BASTA AGGRESSIONI AGLI UOMINI IN DIVISA” questo lo slogan.

Una manifestazione necessaria per esprimere la gravità della situazione, di cui gli scontri ultimi ne rappresentano l’apice.

Ma quali sono le legittime richieste della manifestazione?

Tutele e garanzie funzionali, retribuzioni dignitose, ripianamento degli organici e libertà sindacali.

Temi che come Sindacato della Guardia di Finanza non possiamo far altro che ratificare ed esprimere la nostra comunanza di idee.

Tra l’altro la manifestazione ha avuto, per la prima volta, la partecipazione di due dei neo costituiti sindacati di Carabinieri e Guardia di Finanza.

Strumentalizzazioni e libertà sindacale

Pur condividendo i temi della manifestazione, come Sindacato non abbiamo voluto aderirvi, in ragione  dei connotati partitici ben definiti, assunti già nella genesi dell’evento.

Se comprensibile che sindacati di polizia storici abbiano assunto, nel tempo, posizioni politiche determinate, ciò non lo è per i neo sindacati costituiti tra militari.

Sia ben chiaro che il S.A.F. è sindacato autonomo rispetto alle confederazioni sindacali. ma lo è anche rispetto a qualsiasi partito, nell’osservanza del  principio di neutralità e dei divieti previsti nel codice di ordinamento militare.

Ciò che interessa non è la contesa politica, ma poter esercitare il mandato sindacale nella pienezza del diritto così come sancito dall’art. 39 della Costituzione.

Allora perché subire la strumentalizzazione di partiti di un’area politica che se, almeno a parole, si sono dichiarati solidali con le Forze dell’Ordine, non lo sono sicuramente per quanto riguarda la libertà sindacale?

E quali sono le azioni concrete della parte politica presente in piazza per la Legge sulla libertà sindacale dei militari?

La posizione è chiara e basta leggere gli interventi che hanno accompagnato il Disegno di Legge in esame al Senato: restrittivi della libertà sindacale.

Attenzione al pari delle altre forze politiche, tutte responsabili della palese negazione delle condizioni minime per l’esercizio della libertà sindacale che sta per partorire dal disegno di legge in approvazione.

D’altronde le dichiarazioni degli esponenti dei partiti intervistati, durante la manifestazione, sono chiare.

Qual è il significato, in riferimento alla legge sulla libertà sindacale militare, della risposta: La stiamo seguendo. Ce ne stiamo occupando e speriamo che diventi una priorità e non…”.

Risposte vaghe e lontane che denotano il disinteresse per i sindacati delle Forze di Polizia a ordinamento militare.

E poi la soluzione proposta per la situazione concernente l’emergenza sanitaria qual è? “Aumentare la frequenza e la presenza della Forza Pubblica”. Sono queste le modalità proposte per la tutela di poliziotti, carabinieri e finanzieri ?

Insomma per le Forze di Polizia solo doveri e niente diritti.

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