QUESTORE PUNI’ POLIZIOTTO, MATTARELLA LO RIABILITA ACCOLTO RICORSO DOPO PARERE CONSIGLIO DI STATO: “FU SCRUPOLOSO”

Per l’allora questore Massimo Maria Mazza era
un poliziotto “negligente” e meritava un provvedimento disciplinare
per essersi rifiutato di obbedire a un superiore durante un rilevamento su
un’auto rubata lasciata davanti alla Questura.

Nei giorni scorsi, il “richiamo
scritto” comminato da Mazza e’ stato annullato dal Capo dello Stato Sergio
Mattarella
che, sulla base del parere del Consiglio di Stato favorevole al poliziotto
ha ‘riabilitato’ l’assistente capo che si era rivolto a lui usando lo strumento
del “Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica”.
Il fatto e’ avvenuto nel maggio del 2012
quando nel Paese si riaffacciava l’ombra del terrorismo con l’attentato al
manager di Ansaldo Energia Roberto Adinolfi. Un’auto rubata venne parcheggiata
a pochi metri dalla Questura di Genova.
L’assistente capo intervenuto aveva preteso
l’intervento del nucleo artificieri sospettando che all’interno ci potesse
essere dell’esplosivo
. Una scelta con la quale aveva di fatto disobbedito
al suo superiore, un vicequestore
. Lo stesso gli aveva intimato, dopo
un’ispezione del nucleo cinofili, di riconsegnare l’auto al legittimo
proprietario senza alcuna ulteriore verifica. Da qui era scattata la
contrapposizione tra i due che aveva portato il questore a sanzionare con il “richiamo
scritto”
l’assistente capo.
La punizione dell’agente aveva scatenato polemiche e
accuse con il sindacato Silp Cigl che era intervenuto in difesa del collega. In
prima istanza, il capo della polizia Alessandro Pansa aveva respinto il
ricorso
del poliziotto contro la sanzione presentato dal poliziotto.
Lo scorso 15 aprile, invece, Mattarella ha dato
ragione all’assistente capo. Il Capo dello Stato ha deciso in virtu’ del parere
del Consiglio di Stato che ha analizzato la vicenda sulla base del regolamento
disciplinare della Polizia di Stato.
L’organo di rilievo costituzionale, partendo dalla
definizione del richiamo scritto “che e’ in sostanza una dichiarazione di biasimo
sui comportamenti che rivelino negligenza in servizio”, aveva evidenziato
come “il comportamento tenuto dal ricorrente appare tutt’altro che
omissivo
e negligente quanto piuttosto indicativo nell’intento di dare
attuazione alle disposizioni dell’ordinanza del Questore ed ispirato a
condivisibile cautela per preservare l’incolumita’ degli operanti e delle
persone presenti in zona”. Lo stesso Mazza poche ore dopo l’attentato ad Adinolfi
aveva disposto “particolare attenzione ai veicoli abbandonati presso
obiettivi sensibili”.

Soddisfazione e’ stata espressa da Roberto Traverso,
segretario generale del Silp-Cigl: “Giustizia e’ stata fatta”, ha
detto. 
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