Quanto guadagna un atleta olimpico italiano: gli stipendi degli sportivi nelle Fiamme Gialle e Fiamme Oro

Molti degli atleti che partecipano alle Olimpiadi di Tokyo in programma dal 23 luglio all’8 agosto indossano la divisa. Questi campioni che rappresenteranno l’Italia ai Giochi rientrano nella categoria di atleti militari o di Stato. In sintesi, ognuno di loro appartiene ad un gruppo delle Forze armate. Ci sono così atleti dell’Esercito, atleti della Marina, atleti dell’Aeronautica e dei Carabinieri. Altre cinque categorie sono rappresentate dalle Fiamme Oro (Polizia di Stato), Fiamme Gialle (Guardia di Finanza), Fiamme Azzurre (Polizia Penitenziaria), Fiamme Rosse (Vigili del Fuoco) e Forestale.



L’obiettivo delle Forze armate e dei gruppi militari è quello di promuovere la disciplina sportiva, con tutti questi atleti che ricevono dunque un regolare stipendio in base al grado che ricoprono. Cifre dunque che sono ben lontane da quelle percepite da altri sportivi, come per esempio i calciatori o i tennisti. In questo modo comunque gli atleti possono essere “sostenuti” nel corso delle loro attività, come non accade in nessun altra parte del mondo. Come si può diventare un atleta militare? Bisogna superare uno speciale concorso riservato a queste categorie, dopo aver dimostrato di soddisfare determinati requisiti. Basti pensare che proprio alla vigilia di Tokyo 2020 il saltista italiano Tamberi, è stato arruolato come vincitore del concorso della Polizia di Stato riservato agli atleti.

Cosa sono le Fiamme Gialle e qual è lo stipendio medio

Con il nome di “Fiamme Gialle”, vengono riconosciuti tutti gli atleti che fanno parte dei gruppi sportivi della Guardia di Finanza. Possono competere in 12 differenti discipline, ovvero atletica leggera, judo, nuoto, tuffi, tiro a segno, tiro a volo, scherma, canoa, canottaggio, vela, biathlon e sport invernali (ovvero sci, biathlon, salto con gli sci, combinata nordica, bob, pattinaggio su ghiaccio). Uno degli atleti più famosi delle Fiamme Gialle è Filippo Tortu, il velocista primo italiano capace di scendere sotto i 10 secondi sui 100 metri piani che proverà a stupire alle Olimpiadi di Tokyo.

Lo stipendio medio di un atleta delle Fiamme Gialle dipende dal grado che ricopre: un finanziere semplice ad esempio guadagna poco più di 1500 euro netti, con la cifra che può aumentare in caso di grado maggiore o anzianità di servizio. Un maresciallo ad esempio può guadagnare 1850euro al mese. Una cifra che poi è destinata a salire alla luce dei premi ottenuti nelle varie competizioni, o attraverso sponsorizzazioni.

Lo stipendio di uno sportivo nelle Fiamme Oro

Le Fiamme Oro invece sono il gruppo sportivo della Polizia di Stato e comprendono atleti di 43 discipline sportive. Anche in questo caso l’obiettivo è quello di accrescere il patrimonio sportivo nazionale e sono numerosi i campioni che prenderanno parte alle Olimpiadi di Tokyo. Fanno parte di questo gruppo il velocista e lunghista Marcell Jacobs e l’altista Gian Marco Tamberi (quest’ultimo da pochissimi giorni). Quanto guadagna uno sportivo nelle Fiamme Oro? Anche in questo caso il discorso è identico a quello per le fiamme gialle, con lo stipendio che dipende dal grado ricoperto in Polizia. Un poliziotto semplice incassa circa 1300 euro, con gli atleti che poi possono giovare di premi o sponsorizzazioni.

Il dibattito sugli atleti olimpici finanziati dallo Stato


Il caso degli atleti militari è stato sempre oggetto di un dibattito, anche perché si tratta di una situazione praticamente solo italiana. Alla base della contestazione di questa tradizione c’è il fatto che in tanti non accettano che sportivi professionistici possano essere di fatto pagate dallo Stato per fare sport (anche se scelte in base a concorsi, con requisiti fisici particolari e titoli sportivi di merito). Una posizione che viene contrastata da chi reputa giusto che lo Stato possa mettere i migliori atleti nelle condizioni di far bene in occasione dei principali eventi sportivi. Non bisogna anche dimenticare che atleti che praticano determinate discipline sportive dove non ci sono guadagni importanti, come nel calcio o nel tennis, senza questo tipo di sussidio statale probabilmente non potrebbero allenarsi e competere dunque ad alti livelli.

A conferma di questo ecco le parole del responsabile della comunicazione del Gruppo Sportivo Fiamme Gialle ai microfoni di Eurosport: “Un atleta italiano farà sempre fatica a guadagnare tanto, in qualsiasi disciplina. Lo stipendio mensile è quello di un finanziere normale e le uniche possibilità di guadagno ulteriore arrivano dagli sponsor e dai risultati sportivi. Se i piazzamenti non sono costanti, se la carriera è breve e non si riesce a restare ad alto livello per tanti anni, non verrà mai valorizzato a dovere tutto il lavoro fatto negli anni. Non basta una vittoria a cambiarti la vita”.

A cura di Marco Beltrame per Fanpage

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