PUTIN PIÙ FORTE CHE MAI: I CINESI SCHIERANO LA PORTAEREI LIAONING ED UN INCROCIATORE DAVANTI ALLA COSTA SIRIANA

(di Franco Iacch) – Russia, Iran ed adesso la Cina. Putin ha
formato una nuova “triplice alleanza” in Siria con i paesi storicamente vicini
al Cremlino. Secondo quanto comunicato dal governo di Damasco, una nave da
guerra cinese sarebbe in rotta verso la Siria: attualmente si troverebbe nel
Mediterraneo.

Questa informazione è stata però smentita dagli israeliani.
Secondo l’agenzia di intelligence DEBKA, i cinesi avrebbero già schierato a
ridosso delle coste siriana la portaerei Liaoning ed un incrociatore
lanciamissili.
I cinesi non avrebbero ancora una capacità
offensiva. Secondo gli analisti israeliani, infatti, il vettore attraccato al
porto di Tartus è privo della sua componente aerea. Gli aerei da guerra
giungeranno in Siria entro la metà di novembre, in volo attraverso l’Iran o
trasportati dai cargo russi.
Se così fosse, ecco spiegata l’esigenza di
stabilire una “cellula di coordinamento militare” a Baghdad. Secondo
Debka, i cinesi starebbero allestendo una squadriglia di J-15, caccia
multiruolo di quarta generazione, elicotteri antisom Z-18F e da allerta precoce
Z-18J. Pechino schiererà infine mille soldati.
L’Iran, invece, ha in Siria oltre mille
soldati appartenenti al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie per assistere gli
Hezbollah a Zabadani. Putin da Vladivostok ha invocato la creazione di una
coalizione contro lo Stato islamico: alla chiamata hanno risposto Cina ed Iran.
Fin dal 2011, le forze fedeli ad Assad
combattono contro diversi gruppi di opposizione, alcuni dei quali estremisti
radicali come il Fronte al-Nusra e lo Stato islamico. Dall’inizio della guerra
in Siria, gli Stati Uniti hanno sostenuto l’opposizione siriana moderata,
chiedendo le dimissioni di Assad. La Russia, invece, ha riconosciuto Assad come
l’unica autorità legittima della Siria.
Mosca non sta solo cercando di sostenere il
governo siriano, ma anche di espandere il proprio ruolo all’interno della Siria
in modo che possa influenzare la scelta di un nuovo governo nel caso in cui
Assad venisse spodestato. Mosca, in pochissime settimane, ha creato un perimetro
difensivo avanzato (Tartus, Latakia, Istamo ed Al-Sanobar) da dove poter
proiettare la loro potenza nella Regione.
La base navale di Tartus è ultimo avamposto
russo nel Medio Oriente dopo il crollo dell’Unione Sovietica. Sarebbe opportuno
considerare un dato: la base di Tartus, sulla costa mediterranea della Siria e
collegata al Bassel al-Assad International, aeroporto a sud di Latakia, è ormai
protetto da cinque navi da guerra russe, tre cinesi e da almeno due
sottomarini. E’ inespugnabile.
L’isolamento dell’Occidente nei confronti
della Russia, a seguito delle sanzioni imposte dopo la vicenda Ucraina, ha in
un certo senso autorizzato Putin ad agire senza alcun tipo di consenso
internazionale. Anzi, proprio per i russi, riscoperti patriottici dopo la
vicenda Ucraina, Putin è stato il solo ad allinearsi con il regime siriano in
nome della lotta al terrorismo e l’estremismo.
Gli Stati Uniti, invece, sarebbero coloro
che avrebbero facilitato l’ascesa dello Stato islamico con il fallimento della
loro strategia. Mosca, infatti, non fa parte della coalizione internazionale
contro l’Isis.
Ci si chiede, adesso, chi potrebbe opporsi
alle iniziative della coalizione russo-cinese. La risposta è semplice: nessuno.
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