Progetti di legge sul ripristino del Corpo forestale. Il comandante generale dell’Arma chiede di valutare l’opportunità

“Dopo aver assistito qualche giorno fa alle due audizioni in Commissione Difesa, rispettivamente di Camera e Senato, del Comandante generale Giovanni Nistri, alcune riflessioni sono obbligatorie.” È quanto si legge in una nota della Federazione Rinascita Forestale.

“Secondo noi il Comandante generale ha invaso una competenza istituzionale che non è sua, ma del Parlamento e delle prerogative proprie dei singoli rappresentanti del popolo.

Il Comandante, dopo aver ribadito il suo legittimo pensiero su temi inerenti il mondo militare, davanti ai parlamentari della Commissione Difesa dei due rami del Parlamento, ha commesso uno scivolone: ha suggerito al potere legislativo uno stop ai progetti di legge sul ripristino del Corpo forestale dello Stato presentati come ovvia soluzione ai disastri provocati dalla riforma Madia.

In sostanza, con una divisa di una Forza di polizia militare, ha invitato i parlamentari presenti in Commissione a valutare l’opportunita‘ di continuare l’esame dei progetti di legge recanti il ripristino della Forestale presentati da ben tre gruppi parlamentari.

Ancora. Gli interventi senza contraddittorio del Comandante generale, per ribadire i suoi “abbiamo fatto, abbiamo risparmiato, stiamo facendo e faremo sempre meglio del Corpo forestale” sono inopportuni e fuori luogo.

L’ansia del numero 1 dell’Arma pare sia quella di cancellare 198 anni di storia del glorioso Corpo forestale dello Stato dedicati a proteggere il Paese dal dissesto idrogeologico e dal degrado ambientale, alla crescita e alla salvaguardia dei boschi italiani e alla tutela della biodiversità animale e vegetale.

Ed è per questo che la Forestale è nel cuore dei cittadini italiani, soprattutto di quelli residenti nelle zone montane e interne della nazione.

Secondo noi l’Arma non deve, attraverso consigli lobbistici ai rappresentanti del popolo, indirizzare scelte politiche, che invece rientrano nella sovranita’ del Parlamento.

Mai avremmo pensato di dover citare l’ex Comandante Generale Tullio Del Sette, che nella soppressione del C.F.S.
ha svolto un ruolo primario, ma almeno nella forma e nello stile era altra cosa.
Infatti, in una audizione in Parlamento disse: “Sono un servitore dello Stato e assolverò nel migliore dei modi ai compiti che il Governo mi assegnerà”…

Infine. Rimanendo sulle questioni di competenza, qualunque studente di giurisprudenza, studiando il decreto Madia del 2016 recante la razionalizzazione delle Forze di polizia dello Stato e dopo aver letto la recente notizia dell’acquisto di 16 moderne motovedette d’altura da parte dell’Arma, si domanderebbe come mai sono rimaste inattuate quelle disposizioni legislative, tutt’ora vigenti, che stabiliscono che l’Arma dei carabinieri dovrebbe lasciare il controllo dei grandi centri urbani prioritariamente alla Polizia di Stato e le attivita’ di polizia del mare esclusivamente alla Guardia di finanza.

Ma il problema – conclude la nota – pare sia non ricostituire la Forestale…”

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