PREFETTO DI ROMA SMENTISCE PANSA: “QUEL POLIZIOTTO NON E’ UN CRETINO!”

ROMA – Arriva la difesa dal Prefetto di Roma Giuseppe
Pecoraro. «Il poliziotto che ha calpestato la
ragazza a terra un cretino? Io userei un’altra parola, direi che il
comportamento di quell’artificiere è apparentemente inspiegabile.


Davvero
vogliamo riflettere sull’ordine pubblico facendo un taglia e incolla di
immagini? Perchè non ci chiediamo cosa è accaduto prima di quella carica? O
perchè l’artificiere si abbandoni a un uso abnorme della forza?». Così Pecoraro
in un’intervista a Repubblica. 

«Se ci interroghiamo sul
perchè quell’artificiere era dove non doveva stare e ha fatto quel che non
doveva fare, magari ci avviciniamo a una possibile soluzione», afferma
Pecoraro. «Forse lo ha fatto per dare una mano ai suoi colleghi. Per la
frenesia e la frustrazione di chi, improvvisamente, si sente bersaglio alla
mercè di chi, i manifestanti, è chiamato a tutelare. Per 1.200 euro al mese».
Parlando del corteo, «la gestione della piazza è stata un successo», dice
Pecoraro. «Non ci sono stati danneggiamenti significativi, abbiamo difeso i
luoghi istituzionali, è stato consentito lo svolgimento della manifestazione, è
stata contenuta e respinta la provocazione dei violenti evitando che la
situazione degenerasse. Di fronte al lancio di bombe carta e di poliziotti
feriti, si sono evitate le cosiddette cariche profonde in punti che avrebbero
messo a repentaglio l’incolumità di migliaia di manifestanti». In merito alla
Montagnola, «è da quindici giorni che gli occupanti sapevano che esisteva un
provvedimento della magistratura di sgombero a cui la polizia doveva dare
esecuzione», rileva il Prefetto. «Ora, cosa bisogna fare se qualcuno decide di
impedire che quell’ordine venga eseguito? E se per impedirlo accade che vengano
tirati oggetti di ogni tipo dall’alto, addirittura lanciati segnali stradali?
Siamo o no in uno Stato di diritto?». Pecoraro dice sì al codice identificativo
per i poliziotti, ma a patto di «introdurre, contestualmente, norme che
regolamentino il diritto costituzionale di manifestare»