POLIZIOTTO CALPESTA MANIFESTANTE A ROMA (VIDEO). PANSA “ABBIAMO UN CRETINO DA IDENTIFICARE”

Dopo
gli scontri tra «blue bloc», “incappucciati” e forze dell’ordine e le cariche
contro i manifestanti nel corso del corteo di sabato organizzato a Roma
dai movimenti e gruppi antagonisti – da quello per la casa ai No
Tav, passando per No Muos e non solo -non sono mancate le polemiche sulla
gestione dell’ordine pubblico.
Così come le denunce di abusi, per
il caso del pestone gratuito dell’agente sull’addome di una ragazza
inerme
, a terra, in parte coperta da un altro giovane che tentava di
proteggerla. Un’immagine simbolica, immortalata da diverse angolazioni – tra
tutte il filmato di Dina
Lauricella per “Servizio Pubblico” – e rimbalzata in rete, con gli
attivisti che hanno protestato sui social network per quella che hanno definito
una «violenta aggressione da parte delle forze dell’ordine». Come ha spiegato
il Corriere della Sera, un’indagine interna si profila per identificare
il poliziotto. 
L’uomo, in servizio in un commissariato del centro
della Capitale, è ora a rischio provvedimento disciplinare.

Ma
non solo. In Rete sono stati pubblicati diversi scatti che hanno mostrato
alcuni agenti
con i manganelli al contrario. Alla fine il bilancio è stato di 14
poliziotti e sette manifestanti contusi, un cronista dell’Agi ferito. Grave un
peruviano, Juan Sulca Tito Delfin, un manovale che che ha perso le dita
della mano dopo lo scoppio di un petardo e che potrebbe essere denunciato.
L’uomo ha dichiarato al pronto soccorso di aver soltanto raccolto l’ordigno, ma
c’è chi ipotizza volesse invece lanciarlo. Mentre vengono vagliati i
diversi filmanti per identificare i responsabili dei disordini, quattro sono i
manifestanti ancora fermati. Oggi è prevista la richiesta di convalida dei
fermi, mentre altri due sono stati rilasciati e denunciati.

«Abbiamo
avuto un cretino che dobbiamo identificare e va sanzionato perché ha preso a
calci una ragazza che stava per terra»
. A due giorni dal corteo per il diritto
alla casa che sabato scorso ha portato la guerriglia nel centro di Roma, con
decine di feriti anche tra le forze dell’ordine, il capo della Polizia,
prefetto Alessandro Pansa, prende posizione sulle immagini, rilanciate da
social e web, in cui si vede un agente in borghese che tiene premuto un piede su
una manifestante che urla mentre in terra abbraccia un ragazzo. Le sue parole
hanno un effetto immediato: nel tardo pomeriggio, un agente, riconosciutosi
nelle immagini incriminate, si presenta in Questura per rispondere
dell’episodio.
Pansa:
applaudire gli altri poliziotti per come hanno agito
. A margine del congresso nazionale Silp-Cgil in corso a
Perugia, Pansa invita anche ad applaudire tutti gli altri poliziotti, «per come
hanno operato e per come hanno agito» con grandissima correttezza, mantenendo
l’ordine pubblico e non eccedendo assolutamente, esercitando la forza nei
limiti corretti di come e’ previsto dall’ordinamento».
http://adv.ilsole24ore.it/5/www.ilsole24ore.it/10/_02_010_/_notizie_/_italia/L18/127389095/VideoBox_180x150/IlSole24Ore/Autopromo_SOLE_square/square_INVENDUTO_Sole.html/41754f5a64464d585a34554141636f35?_RM_EMPTY_&
La
svolta: un agente si presenta in Questura


La svolta, in seguito alla resa di posizione netta del capo della Polizia,
arriva nel tardo pomeriggio, quando una nota della Questura di Roma annuncia
che un agente «si è riconosciuto nelle immagini», decidendo di presentarsi ai
suoi superiori per rispondere dell’episodio. «Dopo aver visionato le immagini
che ritraggono un agente che calpesta una ragazza durante gli scontri
verificatisi nel corso della manifestazione del 12 aprile scorso, spiega il
comunicato stampa, in Questura era stata avviata un’inchiesta interna
finalizzata alla ricostruzione dell’accaduto e all’individuazione del
responsabile. Nelle more di tale attività, un operatore della Questura di Roma
si è presentato, essendosi riconosciuto». Gli atti predisposti dalle autorità
di Polizia «saranno trasmessi all’autorità giudiziaria e valutati per gli
aspetti disciplinari», conclude la Questura.