Poliziotti sconvolti da sentenza: “Siamo carne da macello”

La sentenza di Trieste getta nello sconforto tutte le donne e gli uomini delle Forze dell’Ordine. Quanto vale davvero la nostra vita? Carnefici da condannare quando facciamo rispettare la legge, vittime sacrificali quando ci uccidono barbaramente. La nostra vita vale un bel funerale di Stato, tanti propositi, tante belle parole e poi ecco qua, pochi mesi e tutto finisce nel dimenticatoio, siamo sconvolti”.

E’ quanto afferma Andrea Cecchini, segretario nazionale del Sindacato di Polizia Italia Celere, commentando la sentenza di assoluzione di Alejandro Stephan Meran, accusato di aver ucciso i due agenti Matteo Demenego e Pierluigi Rotta durante una sparatoria nella Questura di Trieste il 4 ottobre 2019.

”Nel rispetto della sentenza ci chiediamo quanto valga ancora lavorare con la nostra divisa quando siamo trattati come carne da macello per la carriera di pochi. Il cittadino straniero che ha ucciso i due colleghi ha prima tolto un’arma ad un poliziotto e lo ha ucciso, poi ha ucciso l’altro, poi ha ingaggiato una sparatoria all’interno della questura ed infine si è nascosto tra le macchine per strada. Forse davvero è il caso di consegnarci prima e uscire con le rose anziché le armi, perché in ogni caso finiamo o in tribunale o sotto terra. Un caro pensiero a tutti i poliziotti morti nell’espletamento del dovere

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