PENSIONI MILITARI: NON ATTUANDO LA PREVIDENZA COMPLEMENTARE SI CALPESTANO LE ASPETTATIVE DEI GIOVANI

La
sentenza della Consulta
sulle pensioni e le dichiarazioni di Boeri, presidente
dell’Inps
sul sistema contributivo, hanno avviato un acceso dibattito sulla
situazione pensionistica ed in particolare sul mancato avvio della previdenza
complementare per il Comparto Sicurezza e Difesa.

“Tralascio
l’elenco delle fregature che nel corso degli anni ci hanno propinato sulle
pensioni i governi che, di volta in volta, si  sono succeduti. – si legge
in una nota del delegato Co.Ce.R. carabinieri Giuseppe La Fortuna
– Tagli alle
liquidazioni, prolungamento della vita lavorativa, (non è usurante rischiare la
pelle correndo dietro ai delinquenti per 40 anni?), forma contributiva che ci
penalizza a causa della durata dl rapporto di lavoro.
Per non
parlare della sanguinosa questione della mancata
contribuzione pensionistica
durante il blocco del tetto salariale, materia
questa per la quale faremo ogni battaglia utile, al di la di iniziative
velleitarie propagandistiche in corso, che,  attualmente non hanno alcuna
possibilità di riuscita.
Non
pensare a questi temi con preoccupata passione – prosegue La Fortuna – significa
calpestare le aspettative dei giovani
carabinieri di oggi
che vivranno la vecchiaia, dopo aver servito
diligentemente lo Stato, con una pensione da poveri. La libera scelta della pensione integrativa è  un altro scoglio da
superare
ed è una possibilità che il giovane carabiniere deve avere a
disposizione per fronteggiare questo futuro nerissimo.

Confidiamo nella sensibilità del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri,
che ha sempre dimostrato  una grande attenzione alle problematiche
dei  giovani affinché venga subito avviato un tavolo di lavoro che non
segue le logiche del passato ma, utilizzando le norme che già esistono,
consenta ai militari di accedere a tutele pensionistiche che gli altri
lavoratori pubblici già usufruiscono da tempo. Inoltre coinvolga i vertici
delle altre FFPP e FFAA in un progetto che dia respiro a tutto il comparto.

Noi
abbiamo già cominciato a lavorarci – conclude La Fortuna – e non aspettiamo
altro che di poterci misurare in un confronto costruttivo che contribuisca a
raggiungere gli obiettivi che rappresentano una parte del soddisfacimento dei
bisogni dei Carabinieri.

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