Orio, insulti e dito medio alla polizia denunciato 20enne. Il Questore: “Cerchiamo di fare i papà e non quelli che li picchiano”

Decine di ragazzini: chi piazzato sul muretto, chi appoggiato al guardrail, chi sistemato davanti alla pensilina. Risate ed esibizioni in motocicletta. Accelerate. Impennate. Arriva una pattuglia della polizia di Stato e due di loro, in moto, fanno come per sfidarla. Uno in particolare la urta leggermente per poi fare inversione e allontanarsi con il dito medio alzato, tra gli applausi e le risate generali. Lui stesso esulta come dopo una vittoria. È successo domenica 23 gennaio 2022, lungo la strada che collega il centro Galassia con i nuovi parcheggi dell’aeroporto di Orio al Serio, una zona diventata da tempo luogo di ritrovo di gruppi di giovanissimi in motocicletta.

Non era la prima volta che lungo via Campo Grande si radunavano ragazzini in quantità, ma a questo giro è finita con una denuncia. Dopo che qualcuno ha fatto girare il video, con tanto di colonna sonora in sottofondo, della sfida alla polizia, gli agenti sono risaliti al responsabile. È un operaio di vent’anni di San Paolo d’Argon. Nessun precedente importante.

Quello che non si vede su Tik Tok è ciò che succede dopo. Sono gli agenti che riescono a identificare la ventina di ragazzi, tra i 16 e i 23 anni tutti residenti a Bergamo e provincia, e che proprio grazie al video risalgono all’identità del diciannovenne, operaio con precedenti specifici. Per lui, oltre alla denuncia, è arrivato anche un verbale di oltre 1.200 euro. I poliziotti della Stradale, che si stanno occupando degli accertamenti amministrativi, gli hanno staccato una multa coi fiocchi: gli è stata contestata la guida senza assicurazione, la circolazione senza targa, il casco non omologato, la velocità eccessiva e l’impedimento alla guida (quando ha alzato la mano per fare il gestaccio), oltre al sequestro dello scooter. A un altro ragazzo, F. B. di 21 anni di Bergamo, è stato invece staccato un verbale di 700 euro per guida senza assicurazione e senza targa. I ciclomotori utilizzati per le gare sono infatti tutti senza targa e truccati in modo da farli correre più veloci. Gli agenti hanno anche trovato alcuni furgoni su cui gli scooter erano caricati.

Il questore Stanislao Schimera non vuole accanirsi sui giovani ma analizzare la vicenda da un punto di vista sociologico: «Cerchiamo di fare i papà e non quelli che li picchiano – spiega – anche se è un fenomeno che monitoriamo e per il quale abbiamo un occhio di riguardo. Bisogna però comprendere anche la difficoltà dei ragazzi, in questo periodo, di esprimere il proprio modo di essere. Lo definirei più un problema di educazione. Gli agenti hanno fatto un ottimo lavoro identificandone molti e denunciando il responsabile di quell’episodio che faccio rientrare nell’ambito di una ragazzata». Insomma, siamo ben lontani dalle scene viste a Taranto, ma la Polizia sta andando avanti nelle indagini per identificare anche gli altri partecipanti alle gare clandestine che si sono dileguati ma sono ben presenti sui social.

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