ORDINE DEL GIORNO PER ESTENDERE APE SOCIALE AL COMPARTO SICUREZZA E DIFESA

Il vice capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia Wanda Ferro, insieme ai colleghi del gruppo Salvatore Deidda, Augusta Montaruli ed Emanuele Prisco, ha presentato un ordine del giorno con l’obiettivo di intervenire sulla legge di bilancio per estendere anche ai lavoratori del comparto Sicurezza la possibilità di usufruire dello strumento dell’Ape Sociale, un sussidio di accompagnamento alla pensione elargito unicamente a soggetti in particolare stato di bisogno.

Il comparto sicurezza è rimasto fuori dal provvedimento “Ape sociale” poiché la maggioranza del personale raggiunge la pensione di vecchiaia prima dei 63 anni previsti come prerequisito, mentre non c’è alcun problema per l’anzianità contributiva prevista, in considerazione che gli arruolamenti avvengono normalmente a ridosso dei 18/20 anni.

deputati di Fdi chiedono quindi al governo di valutare una modifica normativa per estendere anche alle Forze dell’ordine e ai lavoratori del comparto sicurezza la possibilità di accedere al sussidio in caso di bisogno.

Il cosiddetto anticipo pensionistico, ormai a tutti noto come Ape, è un progetto sperimentale che consente il prepensionamento, senza alcun onere economico, a specifiche categorie di lavoratori che abbiano raggiunto almeno i 63 anni di età. La sperimentazione durerà fino al 31 dicembre 2018; prevista in realtà dall’ultima Legge di Bilancio anche la possibilità di una proroga al 31 dicembre 2019, per la cui ufficialità occorrerà tuttavia attendere un apposito provvedimento legislativo. 

Chi ne ha diritto – Prerequisito fondamentale è poter far valere un minimo di 30 anni di contributi (36 anni per chi svolge attività difficoltose). Ai fini del perfezionamento del requisito contributivo (30-36 anni), si precisa in particolare che si tiene conto di tutta la contribuzione versata o accreditata, a qualsiasi titolo (ad eccezione di quella versata presso una Cassa di liberi professionisti). 

l’Ape sociale si concretizza in un sussidio di accompagnamento alla pensione, entro un tetto di 1.500 euro lordi (circa 1.200 euro netti), erogato per 12 mensilità e non rivalutabile in base dall’inflazione. Il sussidio è interamente a carico dallo Stato: si tratta quindi di un aiuto economico elargito unicamente a soggetti in particolare stato di bisogno.