OGNI MINUTO CAMBIA LA VERSIONE DEL GOVERNO SUL BLOCCO STIPENDI. METTETEVI D’ACCORDO!

(di Guido Lanzo) – Che gran
confusione. Un cosa è certa, sulla protesta delle forze di polizia il governo
ha guadagnato un altro flop. Mi chiedo, tra di loro, si parlano? Insomma non si
sono mai chiesti che il governo deve uscire con una sola voce? Incontrovertibile,
mostrando stabilità almeno nelle decisioni, visto che economicamente vacilliamo.
E no. Non son bravi neanche in quello.

Mai vista una settimana più
confusionaria. Meno male che dovevano “combattere” con le forze dell’ordine in
patria, fossero forze ostili straniere, saremmo spacciati!
Abbiamo un Premier
che, a ridosso del comunicato di protesta delle forze di polizia, si lascia andare
ad infelici e controproducenti dichiarazioni senza conoscere, neanche
lontanamente, il motivo del contendere, confondendo blocco contrattuale e tetto
salariale.
Il ministro Madia
che non contenta della bufera appena scoppiata, rincara la dose tirando fuori
per l’ennesima volta i “benedetti” 80 euro, il ministro Alfano che si arrampica
sugli specchi, spara cifre a casaccio e non sapendo come fare inferocire ancora
di più il Paese ci parla di quanto siamo bravi con Mare Nostrum. Il vice
ministro all’interno Bubbico che non sa dove pescare le risorse (circa 800
milioni di euro, a fronte di 800 miliardi circa del costo complessivo della
macchina statale). Di contro, il sottosegretario Bocci, dello stesso dicastero
di Bubbico ed Alfano ha la certezza di uno sblocco a breve, anticipandolo
addirittura in autunno (!), della stessa idea speranzosa il Sottosegretario
alla Difesa Rossi. Angelo Rughetti, sottosegretario all’economia, chiarisce: “
le forze di Polizia protestino e scioperino se vogliono !”. Abbiamo dato gli 80
Euro (!). Un incontro non cambia la sostanza delle cose!” Questo per quanto
concerne gli illustri membri del governo.
Poi una lunga
filiera di arrivisti dell’ultimo minuto (di ogni partito!) del mondo della
politica che ritengono ingiusto e vergognoso il trattamento tributato alle
forze di polizia, dimenticando che sedevano sullo stesso scranno che negli
ultimi quattro anni ha tagliato risorse e stipendi alle forze di polizia.
Non contento l’amato
Renzi, asseritamente vittima di un ricatto da parte dei sindacati, (che hanno
osato chiedere quanto spetta di diritto) tira fuori dalla manica un dossier che
prevede l’unificazione, l’accorpamento tra le forze di polizia, tagli per 7
miliardi e chi più ne ha più ne metta.

Ma ovviamente queste
si chiamano riforme non ricatti.