Nistri: “Questa è l’Arma, fatta di persone normali, umili. Non sono eroi, ma Carabinieri comuni”

“La loro vita era per noi, in quel momento, la priorità assoluta anche a discapito della nostra incolumità”. Poche parole, semplici, ma che spiegano a pieno quanto fatto dai carabinieri che a San Donato Milanese, sulla Paullese, hanno tratto in salvo 51 bambini dalle fiamme del bus sequestrato da Ousseynou Sy.

Oggi gli 11 militari intervenuti in quei drammatici 4 minuti di mercoledì mattina sono stati premiari presso il comando generale dell’Arma a Roma, alla presenza del comandante generale Giovanni Nistri, del ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, e del vicepremier Luigi Di Maio.

Ci siamo immediatamente prodigati a salvare la vita dei bambini che avevamo visto intrappolati all’interno del bus in fiamme e non abbiamo avuto alcuna esitazione nell’infrangere i vetri per poterli liberare – ha raccontato il maresciallo capo Roberto Mannucci, comandante della stazione di Paullo, in provincia di Milano – La loro vita era per noi, in quel momento, la priorità assoluta anche a discapito della nostra incolumità. Siamo felici di averlo fatto, semplicemente facendo il nostro dovere“.

Come raccontato dal Giornale.it, per riuscire a liberare i bambini dall’autobus dirottato dall’autista senegalese i carabinieri hanno dovuto rompere con le mani i vetri del mezzo. “La paura per un figlio credo che sia indescrivibile, in quel momento, chi più e chi meno, si è sentito genitore, io mi sono sentito padre – ha raccontato a Povera Patria l’appuntato scelto Andrea Celeste – Ci siamo buttati lì senza pensarci due volte affinché venissero tratti in salvo. Siamo stati genitori di 50 bambini“.

L’allarme è arrivato dalla chiamata del piccolo Rami (che ora potrebbe ricevere la cittadinanza per meriti speciali) e “ci è voluto meno di un minuto”, ha raccontato l’appuntato Domenico Altamura che ha risposto al centralino, per far scattare l’intervento delle gazzelle. Gli attimi della cattura dell’attentatore – ha aggiunto il militare – “sono stati molto concitati” visto che “i bambini erano tratti in salvo ed era rimasto solo l’attentatore, si è fatto in modo di prenderlo, immobilizzarlo e mettere anche lui in sicurezza”. Perché produigarsi anche per lui? “Il nostro compito è salvare ogni vita, anche la sua, perciò lo abbiamo portato fuori dalle fiamme“.

Per ringraziare i colleghi, alcuni carabinieri hanno scritto e reso virale una commovente lettera per onorare il loro intervento. Anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha telefonato al comandante generale dell’Arma per esprimergli “il suo personale ringraziamento e quello della Nazione per l’operazione condotta nel Milanese, che ha consentito non solo di salvare la vita dei 51 bambini e dei loro accompagnatori, ma anche di scongiurare altri possibili rischi“. Nistri, inoltre, ci ha tenuto a precisare che “questa è l’Arma, fatta di persone normali, umili ma non modeste, di persone che indossano una divisa, sanno qual è il peso di questa divisa, e nell’ordinarietà di ogni giorno danno risposte straordinarie“. Non sono “eroi”, dice. Ma “carabinieri comuni”: “Questi sono i carabinieri”. Punto.

Il Giornale.it