Esteri

Niger, prende quota l’opzione militare: la Cedeao inizia il dispiegamento di truppe

I capi di Stato maggiore delle forze armate dei Paesi della Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (Cedeao) dovrebbero incontrarsi presto ad Accra, a seguito della richiesta di attivazione di una forza di dispiegamento rapido in Niger in caso di fallimento della diplomazia sebbene un portavoce della Cedeao abbia detto che un incontro “è in programma per la prossima settimana”.

Il commissario per gli Affari politici, la pace e la sicurezza della Cedeao, Abdel Fatau Musah, ha confermato, in un’intervista alla “Bbc”, che il dispiegamento di truppe è in corso, e si fermerà solo se la giunta militare golpista accetterà ufficialmente di tenere colloqui con la Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (Cedeao). Musah ha quindi affermato che la Cedeao non consentirà alla giunta di governare per un breve periodo, come richiesto dalle giunte militari di Burkina Faso e Mali, e ha confermato che i leader dell’Africa occidentale sono stati in grado di raggiungere il deposto presidente Mohamed Bazoum, il quale vive “in condizioni disumane, nell’oscurità e senza un’adeguata assistenza medica”.

Il presidente della Costa d’Avorio, Alassane Ouattara, ha affermato che l’intervento militare in Niger deve scattare il prima possibile. “I capi di Stato maggiore terranno altre conferenze per finalizzare le cose, ma hanno l’accordo della Conferenza dei capi di Stato affinché l’operazione inizi il prima possibile”, ha detto Ouattara, citato dai media ivoriani. “La Costa d’Avorio fornirà un battaglione (che conterà tra gli 850 e i 1.100 effettivi) e ha preso tutti gli accordi finanziari necessari per l’operazione”, ha affermato il capo dello Stato ivoriano. Ouattara ha quindi assicurato che, se l’intervento militare della Cedeao durerà più di tre mesi, saranno presi provvedimenti a livello di bilancio in modo che i soldati e gli ufficiali ivoriani non perdano nulla. “La Costa d’Avorio è pronta e ho appena incaricato il capo di Stato maggiore delle forze armate di iniziare a mobilitare le sue truppe per la loro partecipazione a questa operazione della Cedeao”, ha aggiunto.

Di fronte a una minaccia armata che si fa di ora in ora sempre più concreta, la giunta militare di Niamey non dà segni di cedimento. Stando a quanto riferito da fonti citate dai media internazionali, i golpisti avrebbero perfino minacciato di uccidere il presidente deposto Bazoum nel caso di intervento da parte delle truppe Cedeao. Nel frattempo il leader golpista, il generale Abdourahamane Tiani, ha formato un governo composto di 21 membri e guidato dal primo ministro, di fresca nomina, Ali Mahaman Lamine Zeine. Fra i 20 ministri sono presenti dei generali, in particolare ai dicasteri della Difesa e dell’Interno, del Consiglio nazionale per la salvaguardia della patria (Cnsp) che ha preso il potere nel Paese africano in seguito al golpe militare.

Intanto diverse migliaia di sostenitori del golpe in Niger stanno attualmente manifestando davanti alla base militare francese di Niamey.

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