NIENTE SOLDI PER GLI STRAORDINARI, MILITARI E POLIZIA MESSI IN FERIE

I soldi non ci sono e, allora, niente straordinari. L’allarme arriva da forze dell’ordine e forze armate. E’ quanto scrive la redazione del Giornale.it

I problemi maggiori si hanno per la polizia, per la guardia di finanza, la marina militare, l’aeronautica e l’esercito. Il personale è spesso insufficiente e, quindi, gli uomini in divisa sono costretti a un super lavoro. I ministeri di riferimento, di solito, corrispondono il dovuto per gli straordinari a fine anno, forfettizzando l’ammontare. Solo che, sempre più spesso, lo straordinario prodotto è così tanto che non si riesce a pagare l’intero importo. Ecco, allora, che al militare è data facoltà di usufruire del riposo compensativo, ovvero di giorni non lavorati, Questo, però, a lungo andare crea disagi, visto che si tolgono unità impiegate e, di conseguenza, si dà minor efficienza nei servizi.

«Tanto per far capire – spiega Gianni Tonelli, segretario generale del Sap (sindacato autonomo di polizia) agli agenti devono ancora essere pagati gli straordinari del giugno 2016, quindi di un anno fa. Sono quelli dei colleghi dei reparti mobili, dei reparti prevenzione crimine, delle squadre mobili, degli uffici stranieri, ovvero quelli che si occupano anche di servizi di ordine pubblico. Quando il monte non è sufficiente – prosegue – lo straordinario non viene pagato. Su può scegliere se fruirlo come riposo, ma così si tolgono uomini alla strada e si crea una carenza di organici che porta, di conseguenza, a dover compensare con altri straordinari. È un cane che si morde la coda».

Marco Cicala, del Cocer interforze, chiarisce: «Sono anni che le forze armate subiscono tagli di risorse finanziarie e di personale. Basti pensare che, nel 2005, il governo stanziava il 2,2% del Pil per le spese degli uomini in divisa. Nel 2013 si arrivò all’1,01% e con il governo Renzi all’1,11%, ma i fondi erano comunque insufficienti. Con l’ultima legge di stabilità si è avuto un taglio ulteriore di 2 milioni di euro sul Fesi (fondo efficienza servizi istituzionali), che va a colpire la qualità del servizio e le tasche degli operatori. Alle forze armate – prosegue – si chiede di più con meno (basti pensare ai servizi per Expo, Giubileo, visite di Capi di Stato, G7, esigenze giornaliere che riguardano la sicurezza del Paese). È un’equazione illogica, che ci porterà a studiare, per i prossimi anni, come fare i miracoli. Il barile è già stato abbastanza raschiato. Ecco perché, anche per gli straordinari, è auspicabile che, nella scrittura del prossimo documento di economia e finanza si applichi la stessa volontà e determinazione politica dimostrata per il riordino delle carriere».

Antonello Ciavarelli, sempre Cocer interforze, spiega: «Sugli straordinari, la rappresentanza sindacale ha deliberato più volte affinché ci siano trasparenza ed equa distribuzione. Per quanto riguarda gli imbarcati, tanto per parlare del settore marina, alla prima concertazione si sta valutando di cambiare il sistema di pagamento che oggi è mortificato in sole 3 euro all’ora per ogni ora di navigazione a fronte di tanti sacrifici».

In marina la situazione è particolarmente drastica. Alcune navi stanno fuori sei mesi. Dopo questo periodo di navigazione, in cui si lavora 24 ore al giorno si hanno, in media, 20 giorni festivi non fruiti da recuperare, più 200 ore di straordinario a cui si vanno ad aggiungere le 300 ore e le ferie accumulate lo scorso anno non ancora percepite. «Quando si è in porto – spiegano – la situazione cambia poco, perché accade che, di domenica, ci siano visite istituzionali, per cui il militare lavora e la festività non fruita non viene corrisposta». Solo che i fondi mancano, per cui, a fine anno, si recuperano in soldi non più di una cinquantina di ore e in recupero compensativo non più di 200. L’eccedente viene regalato allo Stato. I militari, si sa, hanno un grande senso del dovere, ma così si disincentivano i dipendenti, si crea loro minor entusiasmo e chi ha intenzione di arruolarsi ci pensa due volte. Insomma, soldi da spendere il governo, ne avrebbe, ma li indirizza, evidentemente, nei settori sbagliati. A discapito della sicurezza.

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