NEL MONDO ALLA ROVESCIA SUI MEZZI PUBBLICI I MILITARI PAGANO, I RICHIEDENTI ASILO NO

La Regione Lombardia, in uno degli ultimi atti della legislatura guidata dal governatore uscente Roberto Maroni, ha rinnovato anche per tutto il 2018 la libera circolazione dei militari sui treni lombardi. Un atto meritevole, come abbiamo sottolineato più volte su queste pagine. Se i soldati continuano a viaggiare gratis sulle linee ferroviarie, purtroppo devono continuare a pagarsi il biglietto sui mezzi Atm.

Il Comune di Milano, infatti, garantisce la gratuità solo a vigili, poliziotti e carabinieri. I militari pagano. Un autogol davvero difficile da capire, anche perché la presenza dei soldati a bordo, nei momenti in cui non sono in servizio, non può che aumentare il livello di sicurezza dei passeggeri. Gli ultimi episodi di cronaca, come l’accoltellamento di piazza De Angeli, inviterebbero a trattare la materia della sicurezza sui mezzi pubblici con un piglio maggiore da parte dell’amministrazione di Palazzo Marino. Ma proprio perché gli agenti son quelli che sono – ed è impossibile pensare di mettere un vigile su ogni autobus – si potrebbe almeno prevedere la gratuità ai militari. (Provvedimento peraltro dal costo irrisorio).

Allo stesso tempo, ci sono alcune categorie che continuano a non pagare il biglietto: dai saltatori del tornello, ormai diventata quasi specialità olimpica, ai portoghesi che si appostano in fondo ai tram. Viaggiatori abusivi. Poi ci sono altri gruppi, come parte dei richiedenti asilo accolti in città, che godono della gratuità dei mezzi pubblici (pagati per loro dallo Stato nell’ambito dei fondi per l’accoglienza). Altri usufruiscono invece dell’abbonamento scontato, come i disoccupati e i detenuti che svolgono progetti di reinserimento lavorativo.

Visto che la lotta ai portoghesi da parte del Comune assomiglia sempre di più a quel bambino che voleva svuotare il mare con un cucchiaio, almeno fate viaggiare i nostri militari gratis. Una decisione logica, forse troppo di buon senso per chi amministra questa città.

Massimo Costa (Libero)

In aggiunta vogliamo segnalarvi i nostri articoli inerenti la metropolitana di Roma, alla quale per accedervi gratuitamente, le forze di polizia, ancorché in servizio e munite di tessera di riconoscimento, in barba alla legge devono avere un badge elettronico abilitato dall’ATAC, in mancanza del quale pagano il biglietto.