Necessità di un terzo correttivo al riordino delle carriere

Il sindacato di polizia FSP scrive al Capo della Polizia per sottolineare gli inadeguati riconoscimenti per alcuni ruoli e disallineamenti tra Forze di polizia.

Signor Capo della Polizia, di seguito ai numerosi interventi sull’argomento, effettuati a partire dai lavori preparatori che hanno portato all’emanazione del decreto legislativo 95/2017, riteniamo utile ribadire coerentemente alcuni tra i principali concetti che abbiamo già espresso tempestivamente, cioè prima che il riordino ed i correttivi venissero approvati, anziché acclamarli con toni trionfalistici quando uscivano, per poi contestarli – troppo tardi – solo dopo le giuste proteste dei colleghi.

Nonostante alcuni e parziali miglioramenti non c’è stato né il necessario riconoscimento per tutte le professionalità interessate, né l’altrettanto indispensabile riallineamento reale tra le posizioni di carriera ed i trattamenti economici degli appartenenti alla Polizia di Stato e gli omologhi colleghi inquadrati nelle Forze di polizia ad ordinamento militare: Arma dei carabinieri e Finanza.

Innanzitutto non vi è stato il riconoscimento delle mansioni di concetto per sovrintendenti, assistenti ed agenti e ciò appare del tutto inaccettabile da tutti i punti di vista se si tiene conto delle responsabilità che incombono su ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria che, solo per fare un esempio, a differenza che in passato, oggi devono assumersi in prima persona la responsabilità degli arresti effettuati, senza poterla più demandare al Sostituto Procuratore della Repubblica di turno.

Devono essere ridotti i tempi di percorrenza all’interno dei ruoli sovrintendenti, assistenti ed agenti, prevedendo una permanenza di quattro anni per ogni progressione: sia da agente ad agente scelto, da agente scelto ad assistente, da assistente ad assistente capo, da assistente capo ad assistente capo “coordinatore” che da vice sovrintendente a sovrintendente, da sovrintendente a sovrintendente capo e da sovrintendente capo a sovrintendente capo “coordinatore”.

Devono inoltre scorrere le graduatorie dei concorsi per vice sovrintendente, ma deve anche essere ulteriormente accelerato l’incremento dei posti disponibili in quel ruolo da bandire al più presto possibile concorsi per titoli per dare idoneo sfogo ai troppi assistenti capo che stanno segnando il passo da troppo tempo ma anche, in parte, che prevedano il superamento di esami, per dare adeguate e reali opportunità ai più giovani che vogliano mettersi in discussione.

Dovrà essere eliminata la norma che impedisce il bando di concorsi interni per l’accesso alla carriera dei funzionari prima che gli appartenenti al ruolo direttivo sia scesa al di sotto alle mille unità.

Va poi effettuato un completo scorrimento delle graduatorie dei concorsi a 501 e 263 posti da vice ispettore, con un parallelo scorrimento di altrettanti posti del concorso a 614 posti, liberando così anche molti posti nel ruolo dei sovrintendenti, a beneficio dei ruoli sottostanti.

Nell’Arma tutti coloro i quali, nel 1995, erano inquadrati come marescialli sono da tempo diventati luogotenenti e cioè “apicali”; in Polizia i circa 3.000 colleghi che non verranno scrutinati come sostituti commissari in questi giorni dovranno passare attraverso il collo di bottiglia di un concorso a soli 1.000 posti insieme ai meno di 1.000 colleghi entrati come ispettori tra il 2006 ed il 2008, dopo aver superato una selezione durissima e un corso di due anni accademici.

Eppure la qualifica di sostituto commissario la Polizia di Stato prevede un organico di 6.000 unità ed ha circa 4.000 vacanze rispetto, mentre l’Arma ha circa 10.000 luogotenenti effettivi: è quindi necessario far scorrere tutta la graduatoria del concorso straordinario in atto, garantendo uno “scivolo” verso la qualifica apicale per i frequentatori dei corsi 7°, 8° e 8-bis penalizzati dalla tagliola che ha lasciato nella qualifica di ispettore capo una manciata di loro.

La massima retrodatazione possibile dell’inquadramento nella qualifica di vice ispettore dovrà poi essere prevista per chi ha frequentato 9° corso, che si è dipanato per un arco di tempo molto lungo ed ha previsto lo svolgimento di un tema oltre che di esami orali, garantendo poi il rispetto del criterio della prevalenza dell’anzianità di ruolo a partire dai futuri concorsi per ispettore superiore.

Uno scivolo per le promozioni dovrà altresì essere garantito a chi ha frequentato 10°, 11° e 12° corso ispettori e che, a differenza dei colleghi militari già inquadrati nei ruoli equivalenti ai nostri sovrintendenti, assistenti e agenti, per accedere a quel ruolo hanno dovuto aspettare molti anni per poter partecipare ad un concorso interno o uno pubblico che prevedesse riserve di posti.

Va affrontata e risolta una volta per tutte la questione dei titoli valutabili per i concorsi: devono essere standardizzati per ogni tipo di concorso secondo criteri chiari, logici e condivisi. La trascrizione deve avvenire tempestivamente sul non più rinviabile foglio matricolare elettronico.

Deve scorrere tutta la graduatoria del concorso interno a 436 posti da vice commissario e bisogna tener conto di come, a partire dal 1993, migliaia di sottufficiali delle Forze di polizia militari siano diventati ufficiali ed abbiano raggiunto gradi dirigenziali: bisogna retrodatare le nomine con la promozione a commissario capo e commissario capo tecnico al termine del periodo formativo, consentendo poi il transito in orizzontale nella carriera dei funzionari.

Avendo la pensione natura di retribuzione differita devono poi essere eliminate tutte le penalizzazioni pensionistiche che subiamo sempre rispetto ai militari.

A mente della sua nota sensibilità verso problematiche d’interesse del personale, ma anche della funzionalità dell’Amministrazione della pubblica sicurezza, tanto delicate quanto di rilevante portata da entrambi i punti di vista, in attesa di un cortese cenno di riscontro inviamo cordiali saluti.

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