Molestie a una sedicenne sul treno per la scuola, carabiniere a processo

Molestata per un anno durante il viaggio in treno verso la scuola, costretta a guardarsi costantemente alle spalle e a scegliere vagoni affollati per evitare di rimanere sola con un uomo che l’ha perseguitata senza sosta. È successo a una ragazza di appena 16 anni, che ha identificato nel suo stalker un maresciallo dei carabinieri di 49 anni che l’avrebbe presa di mira e che proprio in questi giorni sta affrontando il processo.

L’accusa per l’uomo è di atti persecutori aggravati dalla minore età. I fatti risalgono al periodo compreso tra il 2016 e il 2017, un intero anno in cui l’allora studentessa viaggiava ogni giorno sui treni della tratta Ladispoli-Roma per raggiungere la scuola. Era proprio sui treni che, stando ai suoi racconti, l’uomo l’aspettava: una volta salito le si sedeva davanti e iniziava a “strusciare le gambe” contro le sue, lanciandole sguardi ammiccanti e insistenti e costringendola a un contatto indesiderato.

Attenzioni sgradite e continue, che alla fine hanno fatto precipitare la 16enne “in un costante stato di paura e ansia” e l’hanno costretta a stravolgere le sue abitudini: per diversi mesi si è fatta accompagnare a scuola in macchina, ma quando si è sentita abbastanza sicura da tornare a spostarsi in treno, complice il tempo trascorso, la persecuzione è ripresa. Solo che una mattina di marzo del 2017, quando dagli sguardi ammiccanti e dai gesti intimidatori si è sentita toccare una coscia, la ragazza ha deciso di raccontare tutto ai genitori. Che l’hanno immediatamente accompagnata a fare denuncia.

Ai carabinieri la studentessa, oggi 21enne, ha riferito dei ripetuti episodi in cui l’uomo aveva fatto in modo di sedersi davanti a lei per “intrappolarle” le gambe con le sue, degli sguardi lascivi, dei tentativi di appoggiarsi contro di lei sfruttando gli scossoni del treno e della crescente ansia e del timore provati nell’andare a scuola. Identificato dai carabinieri, il militare ha da subito negato l’accaduto, sostenendo di non avere mai avuto comportamenti molesti o persecutori. I racconti della studentessa e alcune testimonianze, in particolare quella di un’amica che aveva assistito ad alcune scene, hanno però portato al processo. Proprio in questi giorni in aula sono stati riascolti i testimoni per ricostruire nel dettaglio la vicenda.

Articolo tratto da Roma Today

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