MILITARI, ORE DI STRAORDINARIO “NUMEROSE” E “COSTOSE” A VANTAGGIO DEGLI UFFICIALI. INTERROGAZIONE AL MINISTRO DELLA DIFESA

Il pagamento e la ripartizione delle ore di straordinario all’interno delle Forze Armate costituisce da sempre un vulnus cui sembrerebbe difficile porre rimedio. A tal proposito il deputato Antonio del Monaco (M5S), membro della Commissione Difesa della Camera dei Deputati e generale di brigata di ausiliaria, ha interrogato il Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, chiedendo:

“A quanto consta agli interroganti risulterebbe la concreta impossibilità, per l’amministrazione del Ministero della difesa di sostenere regolarmente le spese per i pagamenti delle ore di lavoro straordinario del personale militare, nonostante il fatto che gli appartenenti alle Forze armate vengano impiegati in attività che si protraggono ben oltre il normale orario di servizio;

per la soluzione di tale grave problematica è stato proposto anche in sede parlamentare un ampliamento del fondo per il pagamento del lavoro straordinario;

recentemente, inoltre, i Co.Ce.R. di Esercito, marina e aeronautica, in una nota ufficiale, hanno lamentato che nel decreto «sicurezza-immigrazione», non vi è traccia di stanziamenti per soddisfare le attività operative condotte dal personale militare nell’ambito della sicurezza del Paese, compresa quella relativa all’immigrazione. Per di più, vengono stanziati i fondi per gli straordinari del personale, ma solo per le forze di polizia, mentre per gli straordinari dei militari si dovrà attingere, come per il passato, alle poche risorse già a disposizione;

è ben noto anche il caso del file audio, circolato alcune settimane fa sui social riguardante il 62° reggimento Fanteria «Sicilia» dell’Esercito italiano, di stanza a Catania. Come dichiarato in una nota ufficiale, «l’episodio è a conoscenza dei vertici militari e politici del Ministero della Difesa e, rispetto ai toni censurabili, è già stata avviata una indagine interna per appurare responsabilità ed eventuali profili disciplinari»;

è meno noto, invece, il criterio di ripartizione delle ore di straordinario in base alle risorse disponibili che sembrerebbe non essere equo. L’attuale situazione permette ai dirigenti di gestire le modalità e le percentuali per il pagamento degli straordinari effettuati. Spesso, la discrezione dei comandanti in detta decisione risulta doppiamente sbilanciata verso i gradi alti del reparto: da un lato, per la differenza sostanziale in termini di maggiore costo di un’ora di straordinario di un ufficiale superiore rispetto a quella di un volontario e, dall’altro, per il più alto numero di ore riconosciute a vantaggio della categoria degli ufficiali rispetto alle altre –:

se il Ministro interrogato intenda assumere le iniziative di competenza per rivedere la gestione degli straordinari, stabilendo una disciplina più precisa in merito e rendendo pubblici i criteri e le modalità per una gestione equa e trasparente delle risorse economiche messe a disposizione, i cui dati potrebbero essere pubblicati sui siti dei singoli reparti al fine di conoscere con esattezza l’ammontare degli straordinari percepiti dagli appartenenti agli stessi.”