MILITARI E FORZE DI POLIZIA, RIORDINO DELLE CARRIERE: MOMENTO DECISIVO

La riforma dei ruoli e delle qualifiche delle Forze dell’Ordine, prevista dal Ddl di riforma della pubblica amministrazione, pare ormai essere in dirittura d’arrivo. Si tratta di una riforma molto attesa dal personale in divisa e con la quale il Governo punta a rendere maggiormente efficiente il sistema, semplificando la selva di ruoli, qualifiche, incarichi e attribuzioni che caratterizza i circa 500.000 operatori delle forze dell’ordine, delle forze armate e del vigili del fuoco.

Spazio al merito, in primo luogo. Dai ruoli base – ad esempio, agente scelto di polizia o appuntato dei carabinieri – si potrà accedere alle qualifiche superiori attraverso selezioni che tengano conto dello “stato di servizio”. Si prevede di creare, nei rispettivi ruoli, delle figure che possano svolgere mansioni superiori, il tutto retribuito con un assegno di responsabilità.

Novità anche per quel che concerne i titoli di studio: col diploma si potrà accedere, a regime, fino alla qualifica di maresciallo/ispettore. La laurea triennale consentirà di diventare capitani/commissari. La dirigenza e i generali dovranno possedere una laurea vecchio ordinamento o specialistica.

La bozza di decreto è praticamente fatta e anche le coperture finanziare dovrebbero essere disponibili. A contestare le ultime ipotesi di riforma dei ruoli e dei qualifiche sono però i maggiori sindacati della Polizia di Stato. Siulp, Silp-Cgil, Uil-Ps, Ugl-Ps e Siap criticano la retromarcia “sull’unificazione del ruolo di base Agenti, Assistenti e Sovrintendenti ovvero dell’unificazione del percorso di carriera di questi due attuali ruoli; l’assenza di prospettive di una progressione realmente semplificata per i sovrintendenti rispetto alle attuali riserve di posti, la mortificazione della figura degli Ispettori, quale ruolo di concetto relegato da questa nuova ipotesi ormai ad un mero ruolo di sottufficiali, così come l’assoluta incertezza per gli stessi di uno sbocco in un ruolo realmente direttivo con almeno 4000 unità, con contestuale riduzione di quello attualmente previsto dei funzionari e dirigenti, in modo da collocarli in una nuova area dirigenziale con funzioni manageriali rispetto ai 931 posti di funzione esistenti, che valorizzi l’esperienza professionale oltre che i titoli acquisiti e posseduti, e la totale incertezza sul processo di riordino che dovrebbe interessare i ruoli tecnici”.

Qualche ulteriore limatura è possibile, ma i tempi sono stretti perchè entro l’estate i primi decreti attuativi del riordino dovrebbero essere operativi. Almeno secondo le intenzioni dei Ministeri interessati. La partita resta aperta.

(AGENPARL)

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