MARINA MILITARE, BLITZ ALL’ALBA. RAFFICA DI ARRESTI, ANCHE UN CARABINIERE

Il filone di arresti per gli appalti della Marina Militare non si ferma. A svelare i nuovi dettagli dell’inchiesta i quotidiani locali della provincia di Taranto.

Nove arresti, con accuse pesantissime. Tra le persone coinvolte, cinque imprenditori, un dipendente civile della Marina e un carabiniere, per il quale sono stati disposti i domiciliari. Il carabiniere e’ accusato di aver fatto da talpa rivelando notizie sulle indagini ed uno degli inquisiti.
È scattata all’alba la nuova retata nell’ambito dell’inchiesta tangenti e stellette, con al centro il presunto valzer di mazzette che avrebbe accompagnato la gestione degli appalti a Maricommi Taranto. In azione gli uomini del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza. I militari stanno eseguendo i provvedimenti restrittivi spiccati dal gip Valeria Ingenito su richiesta del pubblico ministero Maurizio Carbone. Le contestazioni alla base degli  arresti sono quelle di associazione per delinquere, corruzione e tutbativa d’asta.

Al centro dell’indagine l’assegnazione di appalti della Marina. Gli inquirenti ritengono che a Taranto esistesse un vero e proprio cartello di aziende che gestiva gli interventi liquidati da Maricommi. L’aggiudicazione delle commesse sarebbe stata pilotata dietro il pagamento delle mazzette. Soldi, ma anche capi di abbigliamento ed altre regalie.
L’inchiesta era esplosa lo scorso 14 settembre con l’arresto del capitano di vascello Giovanni Di Guardo, direttore di Maricommi. L’ufficiale venne bloccato dai finanzieri poco dopo aver intascato una tangente. Tra gli arrestati di oggi c’è anche la sua compagna di nazionalità rumena.

Con lui quel giorno in carcere fini l’imprenditore Vincenzo Pastore, rappresentante della cooperativa Teoma. Secondo l’accusa, le mazzette sarebbero volate per pilotare la gara d’appalto da oltre undici milioni di euro bandita per i servizi di pulizia e sanificazione nelle sedi della Marina di Taranto e Napoli. Quattro giorni dopo in cella, con le stesse accuse, è finita anche la tenente di vascello Francesca Mola, capo dell’ufficio contratti di Maricommi Taranto. Oggi il nuovo picco con l’allargamento dell’inchiesta.