MANOVRA, MULTA RADDOPPIATA PER CHI GUIDA PARLANDO AL TELEFONO

Giro di vite per chi viene sorpreso a parlare al cellulare mentre è alla guida. Tra gli emendamenti approvati dalla commissione Trasporti della Camera, che ora passeranno all’esame della commissione Bilancio, vi è in particolare quello che prevede multe raddoppiate per chi utilizza gli smartphone mentre è al volante e sospensione della patente fino a sei mesi, se recidivo.

In particolare, per chi utilizza il cellulare alla guida la multa varierà da 322 a 1294 euro con sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a tre mesi. E se lo stesso soggetto compie un’ulteriore violazione entro i due anni, la sanzione amministrativa raddoppia: da 644 a 2588 euro, e la patente potrà essere sospesa da due a sei mesi.

Arriva l’obbligo dei seggiolini anti-abbandono – Per evitare di dimenticare i neonati in auto, è stato aggiunto anche l’obbligo di dispositivi di allarme anti-abbandono per i seggiolini dei bambini. La novità arriva dopo i numerosi episodi che hanno visto la morte di bambini, lasciati in auto a causa della distrazione dei genitori. Una decisione che punta ad aumentare ulteriormente la sicurezza attraverso un dispositivo che avverte il conducente che scende dall’abitacolo della presenza di bambini sui seggiolini posteriori.

Ipotesi di una tassa sul fumo – La commissione Affari sociali ha presentato un emendamento che prevede il rifinanziamento per 604 milioni del fondo sanitario con la tassa sui tabacchi. Con questa misura, il prezzo di un pacchetto di sigarette potrebbe salire di 20 centesimi.

Commissione Lavoro: stop stipendi in contanti – Niente più stipendi in contanti: è un emendamento del Pd alla Manovra approvato in commissione Lavoro della Camera. Le retribuzioni dovranno essere corrisposte via bonifico, strumenti di pagamento elettronico, pagamenti in contanti presso sportello bancario, emissione di un assegno, pena una sanzione di 5mila euro. La proposta passa all’esame della commissione Bilancio. L’obiettivo è quello di contrastare la pratica diffusa tra alcuni datori di lavoro di corrispondere ai dipendenti, sotto il ricatto del licenziamento o della non assunzione, una retribuzione inferiore ai minimi fissati dal contratto collettivo, nonostante venga firmata una busta paga in cui risulta la regolarità della retribuzione.

Ok proroga ape social e “sconti” donne –Proroga al 2019 dell’Ape social. E’ quanto prevede un altro emendamento alla manovra approvato in commissione Lavoro, che dovrà passare all’esame della commissione Bilancio e che recepisce così l’intesa governo-sindacati. La proposta riconosce, per quanto riguarda il conteggio dei requisiti, lo sconto fino ad un anno per figlio alle lavoratrici e stabilisce che la fine del contratto a tempo e la mancata fruizione di qualsiasi forma di ammortizzatore sociale a seguito della chiusura del rapporto di lavoro non precludono l’accesso all’Ape. L’emendamento inoltre include le nuove quattro categorie di lavoratori gravosi, escluse dall’innalzamento dell’età pensionabile, nell’elenco delle categorie che possono richiedere l’assegno.