Magistrati sì, Poliziotti e Carabinieri no. ​Il paradosso sul porto d’armi

di Giuseppe De Lorenzo La legge c’è ed è un “Regio decreto”. Risale al 1940, se si escludono le modifiche fatte nel tempo, quando al governo c’era ancora Benito Mussolini e Vittorio Emanuele III poteva fregiarsi dei titoli di Re d’Italia, d’Albania e imperatore d’Etiopia. All’articolo 73 del regolamento di esecuzione del Testo unico sulla pubblica sicurezza è scritto chiaro e tondo: ai magistrati è concesso portare la pistola senza licenza, ai poliziotti no. Se non quella d’ordinanza.

Dopo l’omicidio di Mario Rega Cerciello, il carabiniere ammazzato a Roma da un giovane americano, si è riaperto il dibattito sulle armi date in dotazione alle forze di polizia. Il militare è infatti andato disarmato all’appuntamento con la morte.

Come rivelato in esclusiva dal Giornale.it, molti carabinieri e agenti che operano in borghese decidono di lasciare nell’armadietto la pistola d’ordinanza perché “troppo grande e pesante“. La 9 millimetri parabellum è “un’ottima arma“, ma “difficilmente occultabile” quando in estate si gira con abiti leggeri. Il rischio è di essere “sgamati” rapidamente, per cui in determinate operazioni si preferisce presentarsi senza la Beretta 92 FS.

Ecco allora che emergono tutti i paradossi della legislazione italiana. Dopo gli attentati sulla Rambla a Barcellona, l’ex ministro Minniti invitò le forze dell’ordine a girare armati anche fuori servizio. Il problema, fecero notare i sindacati di categoria, è che portarsi una 9 millimetri sul bus o in metro non è cosa semplice. E il rischio è di scatenare il panico e di maneggiarla con difficoltà. “Io di solito la porto con me– spiega Andrea Cecchini, segretario di Italia Celere – ma d’estate è complicato. Nasconderla è difficile e poi hai sempre la paura che possano rubartela, sparare a caso o chissà cos’altro“.

In molti da tempo chiedono che ai poliziotti venga concesso l’utilizzo di un’arma più piccola e facilmente maneggevole. Il ministero non può acquistarle per tutti? Passi pure la scusa. Ma il fatto è che non possono neppure comprarsene una personale. Il motivo? Proprio quel regio decreto di mussoliniana memoria.

La legge dice infatti che gli agenti di P.S. (carabinieri e poliziotti operativi) possono portare “senza licenza” solo “le armi di cui sono muniti“. Ovvero la pistola d’ordinanza. Tradotto: possono circolare solo con la (ingombrante) Beretta 92 FS data loro dallo Stato. Non un’altra. Capite l’assurdità? “Questa norma – spiega Cecchini – vale per l’85% dei tutori dell’ordine, che sono agenti di pubblica sicurezza“. Il restante 15% è fatto dagli ufficiali di P.S., ovvero forze dell’ordine con gradi e responsabilità più alte. Solo loro hanno diritto di “portare senza licenza” qualsiasi tipo di arma e quindi possono tranquillamente comprarsene una più maneggevole.

Da tempo – spiega Cecchini – chiediamo ai governi di modificare la legge per permettere a tutti gli operatori della sicurezza (e non solo gli ufficiali) di circolare con le pistole senza licenza. In questo modo ce ne compreremmo una più piccola e potremmo nasconderla quando siamo in borghese o in abiti civili“. Il paradosso è che spesso ci sono “istruttori che insegnano a sparare ai Gis, al Nocs e ai reparti operativi, ma poi non hanno il diritto di circolare armati“.

Un modo, in realtà, esisterebbe. Secondo le norme, i prefetti possono concedere il porto d’armi per rivoltelle e pistole “in caso di dimostrato bisogno“. “Il problema è che non viene quasi mai rilasciato ai poliziotti, perché deve essere giustificata la necessità per la difesa personale“. E un agente già equipaggiato con la 9 millimetri non rientra quasi mai nella categoria.

L’ultimo (assurdo tassello) riguarda i magistrati. Il regio decreto, infatti, permette di circolare armati senza licenza anche al capo della polizia, ai prefetti, agli ispettori provinciali amministrativi (?), ai pretori e ai “magistrati addetti al Pubblico ministero o all’ufficio di istruzione“. Cecchini è lapidario: “Non capiamo perché un pm, senza corsi specifici né prove psico attitudinali, possa comprarsi una pistola e noi che passiamo metà della nostra vita sul campo, invece no“. Come dargli torto?

Il Giornale.it