La ruota di scorta che divide la polizia. Lite per una pattuglia in panne con un Renegade

(di Massimiliano Peggio) – La burocrazia del ruotino di scorta. Pervicace baluardo del formalismo italico, la burocrazia ministeriale questa volta si è accanita su una pattuglia della polizia alle prese con uno pneumatico squarciato.

In servizio provvisorio a Ventimiglia con un fuoristrada Renegade, un equipaggio di poliziotti torinesi ha chiesto agli uffici logistici di Imperia di provvedere alla sostituzione della ruota. Dopo essere stati accompagnati con un carro attrezzi convenzionato da una gommista locale, hanno dovuto fare i conti con la «burocrazia dei guasti fuori sede».

Si sono visti negare l’autorizzazione alla sostituzione dei pneumatici: in caso di squarcio, e non di semplice buco, le ruote vanno cambiate in coppia. La spesa spetta all’ufficio di Torino. Il gommista, per non lasciarli a piedi, ha utilizzato una gomma di fortuna, come ruotino di scorta. E come tale va trattato: per sicurezza l’auto non può superare gli 80 chilometri orari. Per superare l’impasse, da Torino è partito un altro Renegade, con due poliziotti, destinato a sostituire quello in trasferta. Poi, lentamente, i due poliziotti, sono tornati a casa con quello «in panne». Alla fine, però, qualcuno dovrà tornare in Liguria a riportare il «ruotino» prestato dal gentile gommista. Insomma, non costava di meno mettere d’accordo i due uffici?

«Ecco un’ altra triste e ridicola storia tutta italiana che rappresenta la plastica dimostrazione di come questo Paese sprofondi nella burocrazia, a spese dei cittadini» dice rassegnato Eugenio Bravo, segretario Siulp Torino. 

(La Stampa)