LUOGOTENENTE CONDANNATO A RISARCIRE 600MILA EURO LA DIFESA:I SOLDI PER LE SPESE POSTALI FINIVANO NELLE SUE TASCHE

Per undici anni si è occupato di portare la posta dagli uffici dell’aeroporto “Mario De Bernardi” di Pratica di Mare all’ufficio postale di Torvaianica, nel Comune di Pomezia, e di spedirla. Ha gestito così un flusso notevole di denaro speso dal Ministero della difesa per la corrispondenza.

Ma molte di quelle somme sono in realtà scivolate nelle sue tasche ed un Luogotenente, capo del Nucleo postale presso l’Aeroporto pometino è stato condannato dal Tribunale militare di Roma e poi dalla Corte militare d’Appello di Roma, che ha emesso per lui una sentenza di condanna a tre anni, sei mesi e venti giorni di reclusione.

Condanna resa definitiva dalla Corte di Cassazione, che ha rigettato il ricorso del Luogotenente, confermando l’accusa di peculato militare. “Il quadro di scarsi controlli – hanno evidenziato i giudici – induceva in errore l’amministrazione e e consentiva agevolmente di realizzare le appropriazioni”. Prescritti i reati consumati dal 2001 al 2004, per gli altri, quelli fino al 2012, la condanna è così definitiva.

Ora il danno procurato dal Luogotenente è stato esaminato dalla Corte dei Conti che nella sentenza 541/2018 ha sottolineato: “A seguito di controlli è emerso un numero rilevante di distinte che non corrispondevano ad alcuna spedizione effettuata. Analogamente accadeva per la corrispondenza raccomandata. I controlli sono stati dovuti alle frequenti richieste di reintegro dei fondi nel citato conto che hanno fatto emergere un’anomalia nelle spese sostenute. La vicenda è stata oggetto, come premesso, di una condanna in sede penale militare per peculato. Quanto alla quantificazione del danno (608.841,10 ndr) la stessa è stata raggiunta attraverso accertamenti peritali in particolare nel giudizio dall’appello della corte militare. Non sussistono ragioni di considerare quell’accertamento non adeguato, come sostenuto dalla difesa, che, per altro, non fornisce indicazioni su come, alternativamente, dovrebbe essere valutato il danno.”

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