L’INACCETTABILE RIORDINO DEL LIBRO BIANCO: UN ULTERIORE TRATTAMENTO DI “RIGUARDO” PER IL RUOLO MARESCIALLI

(di Luigi Tesone) – Si prospetta un ulteriore trattamento di “riguardo” per
il Ruolo Marescialli/Ispettori. Non sono bastati i riordini-disordini del
passato (mancato riallineamento e blocco di avanzamento nel grado di
Maresciallo di prima classe) che all’orizzonte si delinea un’ulteriore
delusione per tutti gli appartenenti al ruolo.

Le Forze Armate sono ormai un
continuo cantiere e quindi di riforma in riforma, con la scusa di esigenze di
risparmio, si prepara il fumo per alcuni, il mantenimento di privilegi per
altri, indifferenza per altri ancora. Il prossimo cantiere all’orizzonte si
chiama Libro Bianco nel quale sono stati enunciati i principi generali che
interesseranno la Struttura e l’Organizzazione delle FF.AA. in futuro.
In Particolare vi è il
capitolo 8 del Libro che tratta le Risorse Umane e a pagina 50 il punto 217
recita: “Le nuove modalità di reclutamento, rafferma, avanzamento e
progressione di carriera dovranno puntare al raggiungimento degli obbiettivi
indicati tenendo presente che:
– il percorso di carriera e
il sistema degli arruolamenti per la truppa, per i graduati e per i
sottufficiali saranno in linea generale unificati, sarà cioè possibile
raggiungere i gradi e le funzioni previste per i Graduati, per i Sergenti e per
i Marescialli provenendo di massima da un’esperienza iniziale nella truppa.
– i Marescialli saranno
destinati a compiti di responsabilità e a posizioni di vertice tra i
sottufficiali in analogia a quanto previsto dal comparto sicurezza.
– nel caso degli Ufficiali,
con alcune eccezioni, saranno previste due forme d’ingresso nelle Forze Armate:
una per i ruoli normali e una per quelli complementari e di supporto. Per
questi ultimi, al termine del periodo di ferma prefissata, saranno selezionate,
per concorso, le aliquote annuali destinate alla prosecuzione della carriera.
– al fine di conseguire in
tempi credibili gliobbiettivi fissati e i conseguenti risparmi previsti a
regime, sarà necessario valutare la possibilità di misure di accorpamento ed
esodo agevolato per il personale in servizio permanente”.
In pratica ai Graduati
verrebbe data la possibilità di giungere nel ruolo dei Sergenti, i Sergenti
potranno assurgere al ruolo Marescialli e i Marescialli?

Beh, i Marescialli saranno destinati a posizioni di responsabilità e di vertice
tra i Sottufficiali.
Ci mancava solo che tra i sottufficiali i marescialli non venissero destinati a
posizioni di vertice!!!!

Una riorganizzazione/riordino strutturata in questo modo è letteralmente
inaccettabile. Mentre per gli altri si prevede una crescita verso i ruoli
superiori, i Marescialli verrebbero ancora una volta sacrificati sull’altare di
cosa? Questo non è dato saperlo!! Perchè questo tipo di riforma sicuramente non
assicura il tanto decantato risparmio, ma garantisce la sola ed artefatta
depressione del ruolo, infatti i Marescialli dopo circa venti anni di servizio
terminano la progressione di carriera (il Luogotenente non è un grado, ma una
qualifica) e quindi permangono in tale posizione per almeno altri venti anni
senza alcuna ambizione, stimolo e obbiettivo da raggiungere. Vi è da
evidenziare che per assolvere agli incarichi di cui al Maresciallo è richiesto
un diploma di laurea triennale da conseguire tramite un corso militare presso
le scuole Marescialli.

Al termine di tale
impegnativo corso avranno la “soddisfazione” che presso i reparti, dove la
Forza Armata di appartenenza li destinerà, si ritroveranno come capi
verosimilmente degli ufficiali ex AUC o AUFP (per i quali non è previsto alcun
percorso di laurea) che avranno esperito la loro formazione militare con un
corso di pochi mesi.

La situazione è facilmente risolvibile prevedendo solo due distinte categorie
di Ufficiali: la prima (quelli con il bollino blu) proveniente dalle accademie
che sono e saranno destinati a dirigere le Forze Armate, l’altra invece
proveniente dal ruolo marescialli quindi abbandonando l’arruolamento uffciali
dagli ex AUC ed AUFP che ormai è percepita dai più come una forma di nepotismo
autorizzata.

Questo nuovo metodo di
arruolamento degli ufficiali garantirebbe sia uno stimolo per i marescialli a
fare di più e meglio sia un risparmio di bilancio, infatti quando i più bravi
giungerebbero nel ruolo degli Ufficiali avrebbero almeno 40 anni e quindi non
ci sarebbe la possibilità di maturare la totale omogennizzazione dirigenziale
che resterebbe sempre ad appannaggio degli Ufficiali che contano venticinque
anni nel ruolo.
Quanto detto sopra potrà
essere attuato senza assolutamente trascurare ancora l’annosa e spinosa
situazione che ormai attanaglia e deprime decine di migliaia di Marescialli di
prima classe che senza demeriti, in seguito ai disordini passati, sono bloccati
in tale grado e la maggior parte di essi non avranno mai la possibiltà di
rivestire il tanto anelato grado apicale del ruolo.

Come farlo? Lo ha già detto
la IV Commissione Difesa il 20 dicembre 2013 con Atto n. 33 che in un passaggio
recita: “……nelle norme relative alla riorganizzazione del ruolo dei marescialli
sia inserita la previsione della promozione per i marescialli di prima classe
al grado di primo maresciallo in quanto la norma non comporta oneri in quanto
non modifica il trattamento economico in godimento;…….”