LIBERO DOPO SCIPPO MORTALE, IL GIUDICE: “E’ UNO SPACCIATORE DI UN CERTO CALIBRO, VIVE DI STUPEFACENTI NON DI SCIPPI”


PERUGIA –
Il giudice Lidia Brutti ha rimesso in libertà Nabil Maaloul, il marocchino
ritenuto dalla Procura di Perugia responsabile dello scippo ai danni di
Loredano Maranini, l’anziano che durante il furto è caduto battendo la testa ed
è morto dopo una notte in ospedale.

Il
giudice giovedì, a tarda sera, non ha accolto la richiesta di custodia
cautelare ritenendo assenti elementi che facessero supporre la gravità
indiziaria. “Il quadro indiziario – scrive il Gip – risulta gravemente
inficiato dagli elementi in seguito emersi a favore dell’indagato, a fronte dei
quali gli informali riconoscimenti effettuati dai testimoni oculari non
mostrano capacità di resistenza”. 
I tre testimoni oculari avevano reso infatti
descrizioni dell’abbigliamento non precise e solo uno di loro aveva affermato
di aver riconosciuto il marocchino anche dai tratti del volto.
Accanto
a questa incertezza il giudice mette dei dati più sicuri, come quelli delle
celle agganciate dal cellulare di Maaloul. Il pusher ha corretto il suo alibi
in corsa giustificandosi con la necessità di coprire un’infedeltà nel rapporto
con la sua compagna. Aveva detto infatti di essere stato tutto il giorno al bar
Modugno di Elce quando invece, dopo il primo tempo, era stato con un’altra
donna. Fatto confermato dalla sua amante e da un’amica di lei. Le celle
telefoniche confermerebbero ciò. Alle 15.57 il telefono di Maaloul aggancia la
cella di Borghetto di Prepo. Un’ubicazione non distante da dove è stato
consumato il reato. Però il giudice evidenzia che la cella ha un
irraggiamento molto ampio che potrebbe servire anche via Annibale Vecchi dove è
il bar.
Un dato dunque piuttosto ambiguo. Si specifica poi che “il dato delle
celle avvalora che Maaloul alle 16.14 si trovava nella zona di Elce, da cui non
poteva essersi allontanato prima delle 15.50, posto che tre testimoni
disinteressati lo collocano a quell’ora in quel luogo”. Tempi troppo stretti
per andare e tornare, considerando che il pusher non ha la patente né mezzi con
cui spostarsi.

Il Gip
fa anche una considerazione relativa al tipo di sostentamento del marocchino:
“Maaloul è uno spacciatore di un certo calibro, con un curriculum criminale in
materia di stupefacenti di tutto rispetto. Ha ammesso di spacciare tuttora,
ricavando da tale attività il necessario per vivere. L’evento criminoso per il
quale si procede è proprio piuttosto , di una criminalità di tipo marginale,
determinata da motivi di immediato bisogno materiale al cui paradigma
l’indagato non sembra corrispondere”.