Legge di Stabilità: sblocco contratti per il Comparto Sicurezza e Difesa?

Roma, 15 ottobre – (di Guido Lanzo) Sarà l’autunno delle tasse, dei tagli, delle imposte e dei tributi. Nessuno escluso, tra i meno abbienti ovviamente. La bozza della Legge di Stabilità non risparmia nessun settore sforbiciando contributi pubblici in tutti i ministeri.

Ma veniamo al Comparto Sicurezza e Difesa. Si perché anche qui i tagli sono previsti, ma non senza qualche novità. Si parte dai contributi per favorire il consolidamento strategico della base dell’industria nazionale navalmeccanica e cantieristica ad alta tecnologia a partire dal 2014 con 80 milioni di euro, ai 900 milioni di euro per le missioni all’estero, ai 5 milioni di euro alla flotta aerea del Corpo Forestale dello Stato, ai 50 milioni di euro per il Fondo per tenuta in efficienza dello strumento militare, ai 10 milioni di euro al Fondo per le esigenze di funzionamento dell’Arma dei Carabinieri.

Aldilà degli
stanziamenti sopra citati vorrei soffermarmi, senza elargire false speranze,  delle modifiche intervenute in seno al blocco
contrattuale. Riporto testualmente quanto previsto nella bozza:

“All’articolo 9, comma 17, primo periodo, del
decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge
30 luglio 2010, n. 122, le parole “del personale di cui all’articolo 2, comma 2
e articolo 3 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive
modificazioni”, sono sostituite dalle seguenti: “del personale di cui
all’articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e successive
modificazioni”.
Ebbene
sbrogliando la matassa di leggi e regolamenti, in concreto  dovrebbe sostituirsi il comma che prevede il
blocco ai magistrati
ordinari, amministrativi e contabili, agli avvocati e procuratori dello Stato,
al personale militare e delle Forze di polizia di Stato, al personale della
carriera diplomatica e della carriera prefettizia con un comma che contempla il
personale delle amministrazioni pubbliche, intendendo gli enti e gli altri
soggetti che costituiscono il  settore istituzionale   
delle    amministrazioni    pubbliche individuati
dall’Istituto  nazionale  di  statistica  (ISTAT) 
sulla  base  delle definizioni di cui agli specifici regolamenti
comunitari.
Insomma una modifica, non di poco conto,  è stata apportata al nefasto comma del blocco
contrattuale. Tanto rumore per nulla? Probabile. Oggi pomeriggio è attesa la
risposta del governo. Un passo significativo. Sarà vero?
 

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