L’ARMA DEI CARABINIERI SI RITROVA CON UN COMANDANTE FUORILEGGE

(di Francesco Specchia) – Cosa sta succedendo all’interno dell’Arma dei Carabinieri? Perché
nel Consiglio dei Ministri di lunedì scorso non è stato nominato – come
previsto – il nuovo Comandante Generale, presumibilmente Tullio Del
Sette
, creando così il feroce paradosso di rendere fuorilegge l’attuale
Comandante Leonardo Gallitelli, decaduto dal proprio incarico, dal
1 novembre scorso, in base alla legge Madia?

Gallitelli era stato al centro di un’infiammata polemica su Panoramafirmata
dal giornalista Enrico Fedocci. Il quale aveva per primo ipotizzato uno scontro
nell’Arma tra Gallitelli stesso (66 anni, in carica dal 2009, prorogato dal
governo Monti, quando un generale Comandante sta in carica, in media, di tre
anni…) e i suoi diretti concorrenti alla successione: Del Sette, capo di
gabinetto di Roberta Pinotti e Vincenzo Giuliani,
trasferito d’imperio al comando delle scuole in un periodo, peraltro, di
latitanza d’allievi. Gallitelli, in virtù di un discusso «comma 4 dell’art.1»
inserito all’ultimo nel testo delle riforma della PA che l’avrebbe «richiamato
in servizio» sarebbe volentieri rimasto nell’incarico per altri sei mesi, per
poter in seguito adire alla carica di Consigliere militare del prossimo nuovo
Capo dello Stato. Il consigliere del Capo di Stato è carica fiduciaria, non
rientra nella legge Madia, e quindi Gallitelli potrebbe rimanere ai vertici, in
teoria, altri sette anni.

Il problema è che quel benedetto comma 4 è stato bruciato grazie ad
emendamento grillino votato anche dal gruppo Pd. Quindi dovevano rimanere a
casa Arturo Esposito direttore dell’Aisi, Francesco
Cirillo
vicecapo della Polizia e, appunto, Gallitelli. Quest’ultimo, però,
opponendo una fragile interpretazione della norma (i carabinieri non vengono
«trattenuti» ma «richiamati» in servizio) pare stia per ottenere una nuova
proroga di tre mesi. La qual cosa suscita l’imbarazzo di Del Sette che, per
effetto della solita legge, già si troverebbe a governare l’Arma solo per un
anno e mezzo; e quindi il taglio anche solo di tre mesi al suo periodo di
gloria sarebbe seccante. Gallitelli è stato un buon dirigente, benvoluto, assai
attaccato all’incarico e, all’apparenza, intoccabile. Pare che Matteo Renzi,
per evitare di infilarsi in una poco igienica «guerra fra bande» nell’Arma,
abbia dunque fatto cadere il comma 4, decidendo, anche qui, di «cambiare
verso»…