“LA MARINA MILITARE NON PAGA” CHIUSO IL GAS AGLI ALLOGGI DI 110 FAMIGLIE “MENO PRESTIGIOSE”

Una storia degna di Kafka. Riceviamo e pubblichiamo una nota di un gruppo  di residenti degli alloggi militari della Marina in varie zone cittadine (ben 110 famiglie). Il caso è scottante: i residenti pagano regolarmente il consumo di gas alla Marina che però risulterebbe gravemente morosa nei confronti di Enel Gas. Quest’ultima non ha voluto sentire ragioni ed ha sigillato i contatori, lasciando al freddo tutte le famiglie. Ma una soluzione appare urgente e necessaria. Chi è in grado di trovarla?

Nonostante siano state varcate le soglie del terzo millennio alcune usanze del vecchio secolo di matrice fascista vengono ancora perpetrate da parte dei più forti nei confronti dei più deboli o come si suol dire chi detiene il potere (gestore dell’energia) è forte con i deboli e debole con i forti.
Brevemente vi raccontiamo cosa è successo alle circa 110 famiglie del personale militare residenti nelle palazzine di via Magnaghi 4, via Nazario Sauro 3 e viale Virgilio 164 in Taranto.
Tra il 15 ed il 19 novembre u.s., dovendo approntare le caldaie condominiali per il riscaldamento centralizzato (azione che doveva essere svolta il 14 novembre a cura della ditta incaricata delle manutenzioni) abbiamo scoperto che tutti i contatori ENEL GAS (tecnicamente chiamati punti di rifornimento), a nostra insaputa, erano stati sigillati e che le centrali termiche non potevano essere avviate. Di fronte a tale sorpresa ci siamo attivati per cercare le cause di tale interruzione di erogazione gas.
Chiamato il punto di contatto ENEL GAS per avere delucidazioni in merito questi riferiva che le bollette con scadenza marzo 2014 non erano state pagate e pertanto tutti i contatori, il cui intestatario del contratto risultava la DIREZIONE GENIO MARINA DI TARANTO, erano stati sigillati.
La prima cosa è stata quella di verificare presso l’Ufficio Oneri di Gestione Alloggi di Maricommi Taranto (deputato al pagamento dei consumi degli utenti delle palazzine adibite ad alloggi per militari in servizio ed in pensione) se tutte le bollette fossero state pagate. Il responsabile dell’ufficio ci ha assicurato che tutte le bollette, anche se con ritardo di sei mesi rispetto alla scadenza, erano state pagate e che per tutte le palazzine abitate da famiglie ai cui titolari viene addebitata mensilmente, sullo stipendio o pensione, la somma di 80 euro per le esigenze di gestione condominiale, non vi era alcuna pendenza. A supporto di quanto affermato ci ha fornito dimostrazione del bonifico effettuato per ogni singola palazzina.
Con tale documentazione a corredo dell’avvenuto pagamento sono stati informati via Fax e via e-mail i dirigenti di ENEL GAS. La loro risposta è stata che: NON era possibile togliere i sigilli poiché, pur avendo dimostrato “da parte nostra” di aver pagato i consumi delle palazzine, la Direzione Genio per la MARINA MILITARE di Taranto RISULTAVA ESSERE MOROSA per diversi milioni di euro nei confronti di ENEL ENERGIA ma che a sua volta
non ha provveduto a sigillare tutti i contatori.
Da indagini basate sul passaparola è stato appurato che a utenti di PRESTIGIO non è stato posto il sigillo al contatore e che non tutti gli utenti MOROSI hanno subito lo stesso regime: “NON PAGHI” dunque “TI CHIUDO IL GAS”.
Si perché proprio parte degli utenti dove non è stato sigillato il contatore sono MOROSI.
Interpellata di quanto stava accadendo la Direzione Genio, nella persona del Vicedirettore, ci ha riferito che non vi sono fondi per pagare i consumi dei punti di rifornimento di alloggi non abitati (a carico del Genio) o adibiti a caserme e palazzi utilizzate esclusivamente dagli uffici dipartimentali (peraltro i maggiori debitori) le cui bollette devono essere pagate dall’amministrazione, e che se questi fondi non dovessero arrivare per sanare tutte le ditte fornitrici di servizi quali energia elettrica ed acqua potabile sicuramente anche la loro erogazione verrebbe interrotta o se ne ridurrebbe: la potenza di assorbimento per l’energia, e ridotta l’erogazione per l’acqua potabile.
Di fronte ad una tale dichiarazione siamo rimasti basiti e, chiedendo ulteriori chiarimenti ad ENEL GAS si ribadiva loro che la norma applicata è vessatoria nei confronti dei punti di rifornimento che pagano correttamente il consumo.
È stato fatto loro presente che alle forniture, pur avendo un contratto intestato ad un unica persona giuridica, è stato attribuito un CODICE CILIENTE, un PdC, un PdR, un numero di contatore e l’ubicazione completa della fornitura quali: via, numero civico, CAP e città che contraddistingue in modo capillare dove il gas viene consegnato e quanto ne viene consumato. Dunque ad Enel Gas risulta chi onora le bollette e chi è moroso. Ma intanto i sigilli non vengono rimossi e nessuno fa niente di concreto saldare il LORO debito che si protrae fin dal 2013, senza del quale l’ENEL GAS non apre i rubinetti del GAS.
Riteniamo che questa situazione sia insostenibile e che si debba porre rimedio quanto prima per evitare ulteriore disagio apportato alle famiglie dei residenti in cui sono presenti anziani con problemi di salute, bambini ed in alcuni
casi disabili.
Non è politicamente corretto applicare norme vessatorie o di retaggio militare dove uno del plotone fa la pernacchia al Colonnello e tutta la compagnia viene punita con marce forzate e giri di campo.
 “La Marina Militare non paga” e allora chiudiamo il GAS agli alloggi delle famiglie anche se hanno pagato il loro consumo.
F.to Residenti degli alloggi NON
MOROSI

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