LA GIULIA FA IL SUO DEBUTTO UFFICIALE NELL’ARMA. ECCO TUTTE LE FOTO

Manca solo la marcia reale. Siamo a villa Ada, già residenza Savoia a Roma, in una parte oggi affidata all’Arma dei Carabinieri: si chiama Casale Renzi, e la cosa fa sorridere, ma viene subito precisato che “si chiama così da sempre”. L’occasione è la consegna delle nuove Alfa Romeo Giulia all’Arma. Ci sono i vertici Fca, c’è Marchionne e c’è John Elkann, oltre al capo dei Carabinieri e a vari ministri. Sull’erba tagliata di fresco è allestito il red carpet, arrivano Marchionne ed Elkann, e poi i vertici militari, il comandante generale Tullio Del Sette, e si aspettano i ministri.

Le battute con il generale. Il capo di stato maggiore generale Graziano, facile da distinguere perché l’unico in verde in una nuvola nero-rossa, arriva su una vecchia Lancia Thesis e Marchionne gli dice: “Guardi generale è ora di cambiare macchina, le dobbiamo dare un’auto nuova, non la posso vedere così”, e il generale in verde rimane un po’ perplesso. Poi arriva in Thesis anche la Pinotti, e si capisce che forse è un problema di parco auto più generalizzato. Alfano non si vede. “Non troverà parcheggio”, dice un militare spiritoso.

Sul filo dei ricordi. Intanto si decide di abbandonare il picchetto e si va a visionare gli altri veicoli nuovi Fca in dotazione ai Carabinieri, si va verso un Fiat Scudo del nucleo cinofilo e subito Marchionne si butta sul cane Pirat, un pastore tedesco che gli fa le feste, e lui dice che “io vado matto per i pastori tedeschi, ne avevo uno da piccolo, e anche Altavilla”, e Alfredo Altavilla, responsabile operativo Fca Emea, conferma. Per Marchionne è un po’ una giornata-amarcord, si butta a salutare il generale Lavacca, già capo della Regione Piemonte, oggi responsabile dei servizi informativi dei Carabinieri e gli dice, “abbiamo fatto carriera insieme eh”, e quello risponde “eh, lei un po’ di più”.

Dal palco. Poi finalmente arriva anche Alfano, lui però ha una Thema passabilmente nuova, e si può cominciare. Le autorità salgono sul palchetto dove troneggiano le nuove Giulia Quadrifoglio 2.9 per 500 cavalli. Marchionne di nuovo si abbandona ai ricordi, racconta di quando il padre maresciallo era segretario della associazione nazionale Carabinieri in Canada. Pare addirittura commuoversi, quando ricorda i valori “di serietà e spirito di servizio”, dell’uniforme. Poi tante foto: qui soprattutto Elkann viene sequestrato dai fotografi, lo fanno entrare e uscire dalle Giulia e fotografare in tutte le posizioni, lui è gentile ed evanescente. Un Carabiniere accende la Giulia e fa un rumore da nave, da yacht. Tredici operai di Cassino che la Giulia l’hanno fatta proprio con le loro mani sono lì con le loro tute rosse e grigie. Orgogliosi? “Di più”. Massimo Giletti corre dietro a John Elkann con una cravatta della Juve.

Allestimento speciale. Queste nuove Giulia sono preparate con speciali dotazioni, dice il generale Del Sette, tra cui defibrillatori e refrigeratori per trasporti di organi. Insomma sono più delle auto mediche, e noi che si sognava inseguimenti tipo “Milano calibro nove” si rimane delusi dalla deriva umanitaria (ispirati anche dalla stupenda Giulia Super anno 1976 presente sul palco, antesignana di quelle odierne, icona di poliziotteschi). Elkann sottolinea che non abbiamo nulla da invidiare alle macchine tedesche e Marchionne conferma. Il corteo lascia villa Ada, o casale Renzi; non suona la marcia reale.

Prima ancora della visita al Comando dell’Arma, la Giulia e i massimi vertici di Fca hanno fatto tappa al Quirinale, dove sono stati accolti dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Da lì, la nuova Alfa Romeo ha percorso la breve distanza che separa il Colle da Palazzo Chigi, per raggiungere la sede del governo.

Alfa, un messaggio di speranza per l’Italia. L’esemplare protagonista della visita, una Quadrifoglio in tinta rosso tristrato, ha raccolto il ringraziamento ufficiale di Matteo Renzi al Costruttore “per tutti gli investimenti che sta facendo in Italia”. “L’Alfa Romeo è un simbolo, un modello, e se riparte è un grande messaggio di speranza per l’Italia”, ha aggiunto il premier. Che ha concluso: “Il settore dell’automobile è quello che traina l’economia”.

La fotografia della rete produttiva. Un’affermazione, quella di Renzi, che si basa sulla fotografia dello stato attuale della rete produttiva italiana Fca: “Il Piemonte sta producendo la nuova Maserati. A Melfi il lavoro è al massimo, l’ad Marchionne ha parlato con il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, per lo stabilimento di Modena che continuerà a lavorare senza perdere posti di lavoro, anzi con qualche assunzione. A Cassino”, ha aggiunto Renzi “adesso sono tornati a 4.300 occupati, ma diventeranno 7.700 entro due anni”.

Le parole di Marchionne sulla Giulia. Il Gruppo, peraltro, in una nota odierna, ha evidenziato come con il piano di rilancio del marchio Alfa Romeo “oltre alle circa 700 nuove assunzioni già effettuate, si verificherà una importante riduzione della cassa integrazione nei vari poli produttivi”. Merito, prima di tutto, proprio della Giulia, sul cui conto Marchionne ha dichiarato: “Stiamo tornando a rifarci le ossa su qualcosa che era il nostro mestiere fino a poco tempo fa, poi abbiamo perso un po’ il barlume della direzione.

Nessun complesso d’inferiorità rispetto alle tedesche. “Siamo ritornati a fare quello che facciamo bene: queste auto rappresentano il massimo della tecnologia italiana. Dal punto di vista tecnico sono dei gioielli. È la prima volta nei dodici anni che sono in Fiat che posso dire che questa macchina non ha niente da rimpiangere rispetto alle concorrenti tedesche”, ha concluso l’ad.

Elkann: “Bella e tecnologica”. “Per noi questa è una giornata di grande orgoglio perchè facciamo vedere un’Alfa Romeo bella ma soprattutto tecnicamente avanzata e, rispetto alle concorrenti tedesche, in grado fare la sua figura”, ha ribadito il presidente John Elkann. Nonostante l’occasione ufficiale, non sono mancati i toni più leggeri: “Altavilla mi ha detto soltanto di dire di comprarla”, ha scherzato Renzi. “La mia carriera ha dunque un upgrading: da venditore di pentole a venditore di auto. È un passo in avanti”.

Michele Masneri, Fabio Sciarra per Quattroruote.it

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