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Contratto Sicurezza-Difesa 2025-2027, convocati gli incontri tecnici: la trattativa entra nella fase decisiva

La trattativa per il rinnovo del contratto del Comparto Sicurezza-Difesa 2025-2027 torna a Palazzo Vidoni e lo fa con un passaggio che pesa. Sono stati convocati nuovi incontri tecnici per il 26 e 27 maggio 2026 presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Funzione pubblica, in Corso Vittorio Emanuele II n. 116, Palazzo Vidoni, Sala Tarantelli.

Dopo l’avvio ufficiale delle procedure negoziali del 26 gennaio 2026, presieduto dal Ministro per la Pubblica Amministrazione, e dopo i precedenti round di confronto, compresi gli appuntamenti di marzo e quello politico-programmatico del 16 aprile 2026, il negoziato entra ora in una fase più concreta: meno dichiarazioni di principio, più dossier tecnici sul tavolo.

Contratto Sicurezza-Difesa 2025-2027: il calendario degli incontri del 26 e 27 maggio

La convocazione riguarda la prosecuzione delle procedure negoziali in sede tecnica per il personale del Comparto Sicurezza-Difesa relativo al triennio 2025-2027.

Il calendario degli incontri è così articolato:

  • martedì 26 maggio 2026, ore 10:30, per le Forze di Polizia ad ordinamento civile;
  • martedì 26 maggio 2026, ore 15:30, per le Forze Armate;
  • mercoledì 27 maggio 2026, ore 10:30, per le Forze di Polizia ad ordinamento militare.

Una scansione separata per comparti che conferma l’impostazione già adottata nelle precedenti fasi della trattativa: tavoli distinti, esigenze diverse, ma una partita contrattuale unica, destinata a incidere su migliaia di operatori impegnati ogni giorno nei settori della sicurezza, della difesa e del soccorso istituzionale.

Palazzo Vidoni, Sala Tarantelli: il confronto passa ai dossier tecnici

Gli incontri si terranno a Palazzo Vidoni, sede del Dipartimento della Funzione pubblica, nella Sala Tarantelli. È qui che Governo, organizzazioni sindacali e associazioni professionali a carattere sindacale tra militari proseguiranno il confronto sul rinnovo contrattuale.

La scelta di convocare tavoli tecnici a fine maggio segna un passaggio delicato. La trattativa, infatti, non si limita alla discussione sugli aumenti stipendiali. Al centro ci sono anche materie che incidono direttamente sulla qualità del lavoro, sull’organizzazione dei servizi e sulla tutela del personale.

Il punto politico è chiaro: il rinnovo 2025-2027 non potrà essere giudicato solo dalla cifra finale in busta paga. La vera partita si giocherà anche su indennità, trattamento accessorio, orari, diritti, previdenza e specificità del comparto.

Partecipazione limitata: massimo tre rappresentanti per sigla

Per esigenze legate alla sicurezza e, in particolare, alla capienza della sala, la partecipazione agli incontri sarà contingentata.

Ogni organizzazione sindacale e ogni associazione professionale a carattere sindacale tra militari potrà partecipare con un massimo di tre dirigenti sindacali per ciascuna sigla.

Una limitazione organizzativa, ma anche un segnale della delicatezza della fase: il confronto si sposta in un perimetro più ristretto, operativo, dove conteranno testi, proposte, numeri e margini reali di mediazione.

Dai primi incontri alla fase operativa: cosa cambia ora

La contrattazione per il triennio 2025-2027 è partita ufficialmente il 26 gennaio 2026. Quello è stato il momento di apertura formale delle procedure negoziali per il personale del Comparto Sicurezza-Difesa.

Nei mesi successivi si sono svolti ulteriori passaggi, tra cui gli incontri tecnici di marzo e l’appuntamento del 16 aprile 2026, indicato come momento politico-programmatico rilevante nel percorso negoziale.

Ora, con le convocazioni del 26 e 27 maggio 2026, la trattativa entra in una fase più stringente. Il confronto tecnico dovrà misurarsi con le richieste delle rappresentanze del personale e con le disponibilità dell’amministrazione. È qui che le rivendicazioni dovranno trasformarsi in bozze, articoli, tabelle e coperture.

Trattamento accessorio: il nodo delle indennità operative

Uno dei capitoli più sensibili riguarda il trattamento accessorio. Non si parla soltanto dello stipendio tabellare, ma di tutte quelle voci che riconoscono condizioni di lavoro particolarmente gravose.

Nel mirino della trattativa ci sono la revisione e il possibile incremento delle indennità operative, del lavoro notturno, dello straordinario e del lavoro festivo.

È un punto tutt’altro che secondario. Per il personale del Comparto Sicurezza-Difesa, infatti, turnazioni, reperibilità, servizi esterni, impieghi operativi e lavoro in giorni festivi non sono eccezioni: sono spesso la regola. E proprio per questo il trattamento accessorio diventa una misura concreta del riconoscimento professionale.

Il tema è pungente: se la specificità del comparto viene evocata a ogni emergenza, deve poi trovare spazio anche nelle tabelle economiche e negli istituti contrattuali.

Specificità e previdenza: il capitolo che guarda al 2027

Altro fronte aperto è quello della specificità e della previdenza dedicata o complementare.

La questione assume particolare peso anche in vista del 2027, quando sono attesi nuovi requisiti di anzianità per i pensionamenti d’ufficio e limiti contributivi. Per il personale in divisa, la previdenza non è un tema astratto: riguarda carriere segnate da usura psicofisica, impieghi operativi e vincoli professionali che non hanno equivalenti nel pubblico impiego ordinario.

Il negoziato dovrà quindi affrontare la necessità di tutele coerenti con le caratteristiche del comparto. La parola “specificità”, se resta solo una formula, non basta più. Deve tradursi in strumenti concreti, anche sul terreno previdenziale.

Orario di lavoro, trasferimenti e diritti sindacali: il contratto non è solo aumento

Tra i criteri normativi in discussione rientrano anche materie cruciali come la regolamentazione dell’orario di lavoro, i trasferimenti e i diritti sindacali.

Sono temi che incidono direttamente sulla vita quotidiana del personale. L’orario di lavoro tocca la gestione dei turni, il recupero delle energie, la conciliazione tra servizio e vita familiare. I trasferimenti riguardano stabilità, programmazione personale e tutela dei nuclei familiari. I diritti sindacali, invece, definiscono gli spazi effettivi di rappresentanza e di partecipazione.

In questa fase tecnica, il confronto dovrà chiarire se il rinnovo contrattuale sarà soltanto un aggiornamento economico o se potrà diventare anche un intervento più ampio sulle condizioni di lavoro.

Una trattativa sotto osservazione: ora servono risposte concrete

Il rinnovo del Contratto Sicurezza-Difesa 2025-2027 arriva in una fase in cui le aspettative del personale sono alte e la pazienza non è infinita. Dopo l’apertura formale di gennaio e i passaggi successivi, gli incontri tecnici del 26 e 27 maggio 2026 rappresentano un banco di prova.

Le sigle sindacali e le associazioni professionali militari arrivano al confronto con dossier che toccano busta paga, indennità, orari, previdenza e diritti. Il Governo, dal canto suo, dovrà misurare le compatibilità economiche e normative.

Ma il punto politico resta uno: il Comparto Sicurezza-Difesa chiede che la propria specificità sia riconosciuta non soltanto nei comunicati, ma dentro il contratto. E questa volta il tavolo tecnico non potrà limitarsi a prendere atto delle criticità: dovrà iniziare a scrivere le soluzioni.

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Laura Bianchi – Esperta in relazioni sindacali militari e di polizia
Esperta in relazioni sindacali delle Forze Armate e di Polizia

Laura Bianchi

Laura Bianchi è una consulente e analista indipendente specializzata in relazioni sindacali, rappresentanza e tutela del personale delle Forze Armate e delle Forze di Polizia. Si occupa di contrattazione, diritti del personale, evoluzione normativa e dinamiche istituzionali. Su InfoDifesa.it cura approfondimenti basati su fonti ufficiali, documenti sindacali e analisi del contesto giuridico e operativo.