“In Bosnia bevevamo acqua inquinata dall’uranio”: carabiniere malato di tumore chiede la causa di servizio

(di Marco Preve) – Lui e i suoi commilitoni bevevano acqua inquinata dall’uranio impoverito perché non c’erano abbastanza bottigliette d’acqua sigillate, e per tutta la giornata riparava senza protezioni automezzi che avevano attraversato territori devastati da bombardamenti e contaminati da residui tossici. Anni dopo C. P., appuntato dei carabinieri ha scoperto di avere un tumore – linfoma non Hodgkin B- , ed è iniziata la sua battaglia contro lo Stato. Nel 2018 una speciale commissione dell’Arma non ha riconosciuto la sua patologia come causa di servizio.

E ora il carabiniere, attualmente a riposo, ha presentato ricorso al Tar per vedersi riconosciuto quello che ritiene essere un suo diritto. Ad assisterlo ha chiamato l’avvocato genovese Andrea Bava che da oltre un decennio si è specializzato in queste cause ed ha assistito altri militari ammalatisi in Bosnia.

Il militare prestò servizio per sei mesi fra la primavera e l’autunno del 2000. Venne assegnato alla città di Sarajevo, in qualità di meccanico della Squadra Manutenzione Veicoli.

Nel ricorso si leggono parti delle sue dichiarazioni ovvero “di avere lavorato, per circa 10-12 ore al giorno e senza dispositivi di protezione individuale, sugli automezzi che giungevano in officina dopo avere attraversato territori devastati dai bombardamenti, impolverati e contaminati da residui tossici derivanti dall’esplosione delle munizioni utilizzate per le operazioni di guerra”.

E ancora: “di avere alloggiato in un prefabbricato in lamiera e di avere bevuto acqua proveniente dalle falde acquifere locali, fortemente inquinate, essendovi disponibilità di bottigliette sigillate esclusivamente in mensa”.

I giudici del Tar accogliendo le richieste dell’avvocato Bava hanno deciso con ordinanza di affidare una serie di verifiche e atti medico legali – con la  convocazione delle parti e dei loro consulenti – al Direttore del Dipartimento Militare di Medicina Legale presso l’Ospedale Militare di Milano. Entro il 15 maggio dovrà concludere la sua relazione mentre l’udienza di discussione si terrà il 21 luglio. (Repubblica.it)

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