IL MAXIEMENDAMENTO TAGLIA ANCHE LE PENSIONI DI MILITARI E POLIZIOTTI

Scatta il taglio dell’adeguamento all’inflazione per tutte le pensioni che superano l’importo di 1.521 euro mensili (tre volte il minimo Inps). Per queste l’ indicizzazione verrà garantita solo al 97%, ma la quota scenderà con l’aumento dell’assegno. L’adeguamento per le pensioni comprese tra 4 e 5 volte il minimo, cioè tra 2.028 e 2.535 euro sarà del 77%, ma scenderà al 52%, quindi alla metà, per gli assegni compresi tra 2.535 e 3.042 euro. L’abbattimento sale al 47% per gli assegni compresi tra 6 e 8 volte il minimo Inps, al 45% per le pensioni tra 4 mila e 4.536 euro mensili e il 40% per gli assegni superiori a questa cifra.

“Mentre in Francia si danno aumenti di 300 euro alle forze dell’ordine, in Italia il governo tagliera’ anche le pensioni dei poliziotti. Una vergogna che denunciamo con forza e che cercheremo di impedire in ogni modo”. Lo afferma Daniele Tissone, segretario generale del sindacato di polizia Silp Cgil. “Con il maxiemendamento alla legge di bilancio, infatti – dice Tissone – , il governo scopre le carte, attaccando direttamente le pensioni dei poliziotti e di tutti gli operatori delle forze dell’ordine: il previsto stop graduale all’adeguamento degli assegni al costo della vita, a partire dai 1.500 euro in su, non colpisce solo le ‘pensioni d’oro‘, ma anche e soprattutto i redditi di decine di migliaia di operatori in quiescenza. Si tratta di circa 200 euro in meno all’anno. Uno schiaffo dopo una vita di pericoli e sacrifici”.

“Nella manovra, peraltro – conclude Tissone -, non si parla neanche di previdenza complementare per i poliziotti piu’ giovani che, col sistema retributivo puro o misto, rischiano di essere i poveri del domani. L’esecutivo del ‘cambiamento’, da questo punto di vista, e’ assolutamente in linea con i tagli e le promesse non mantenute di chi lo ha preceduto”.